Case popolari, la denuncia: «Circa 150 appartamenti vuoti non utilizzati»

Carlo Ciccioli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia interroga la giunta sul punto: «Tanti casi di bisogno e non si investe nonostante i soldi ci siano»

Case occupate abusivamente, altre che non possono essere assegnate perché non a norma. Altre ancora vuote, magari per il decesso di chi ci viveva, perché il Comune non ne è al corrente. Locali vuoti che potrebbero andare ad aiutare altre famiglie bisognose. Un tema dibattuto oggi in consiglio comunale con il consigliere di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, che ha interrogato la giunta sul punto. «Secondo gli uffici - ha detto Ciccioli - ci sarebbero circa 150 locali inutilizzati». Il motivo? Spesso sono al centro di contenziosi ma non mancano i casi di occupazione abusiva. Altri invece sono in condizioni così fatiscenti che servirebbe una ristrutturazione è una messa a norma degli impianti per poterli nuovamente assegnare. Capita anche che, pur vuoti, non appaiano nei radar del Comune: un decesso improvviso, un ricovero permanente in una struttura assistenziale. «Conosco la situazione - spiega Ciccioli - di un palazzo con la metà degli appartamenti vuoti per vari motivi e che invece potrebbero essere messi a disposizione a chi ne ha bisogno».

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Da parte sua il Comune ha fatto sapere di aver stanziato circa 500mila euro per la manutenzione del patrimonio edilizio ma di questi appena 99mila euro sono destinati alle case sfitte. «Di quei soldi - attacca Ciccioli - hanno speso appena 20mila euro. Niente. Se fossi assessore farei fare un censimento per capire l’esistente. Occorre prevedere un piano straordinario e nominare un commissario interno del Comune che abbia la capacità di venire subito a conoscenza delle varie situazioni e intervenire». Il Comune ha fatto sapere che sta lavorando a una maxi convenzione con l’Erap per portare la gestione di tutti gli immobili destinati all’emergenza abitativa sotto un’unica gestione. «Dal Comune - conclude Ciccioli - è arrivata una risposta troppo burocratica che non entra nel cuore delle varie situazioni. Nonostante a bilancio ci siano risorse non si investe abbastanza su questo capitolo di spesa. E questo non è accettabile».

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