Il popolo antifascista scende in strada: «CasaPound porterà la guerra nelle strade»

Centinaia di manifestanti sono arrivati anche da fuori città per gridare il proprio “no” pacifico all’apertura della sede di CasaPound

Il corteo lungo via Marconi

Un corteo pacifico che si è snodato tra gli Archi e piazza Ugo Bassi, animato da circa 400 persone al grido di «Ancona è antifascista e antirazzista». Voci, striscioni e cartelli erano tutti rivolti contro Casapound che proprio in quei minuti stava inaugurando la sede anconetana nel cuore del Piano. A piazza del Crocifisso si sono dati appuntamento attivisti e manifestanti arrivati da diverse città marchigiane. C’erano rappresentanti della Polisportiva antirazzista “Assata Shakur”, il centro sociale “Asilo Politico”, lo “Spazio Comune Heval”, l’associazione “Love is love”, Centri Sociali Marche, Potere al Popolo, il movimento Altra Idea di Città, i Cobas, Rifondazione Comunista e diverse associazioni studentesche tra cui il Collettivo Zona Critica di Fabriano. La sfilata è partita poco prima delle 18 e ha raggiunto piazza Ugo Bassi passando per strade strette e tortuose come via Saracini e durante il percorso i manifestanti hanno invitato chi guardava da balconi e finestre a scendere in piazza per partecipare. Qualcuno ha risposto all’appello e quando alle 19,30 il corteo ha raggiunto piazza Ugo Bassi c’è chi giurava che ai 400 iniziali si fosse aggiunto molto più di qualcuno. Nessun problema di ordine pubblico con la Polizia Municipale che ha bloccato la circolazione al passaggio del corteo e Polizia e Carabinieri che hanno scortato i manifestanti fino a destinazione. 

L'inaugurazione della nuova sede di CasaPound

A urlare il proprio “no” a Casapound c’erano persone di ogni età e nazionalità compresi numerosi bambini del Piano e degli Archi accompagnati dai rispettivi genitori. Il serpentone era diviso da striscioni eloquenti: quello in testa recitava “Oggi come ieri non vi vogliamo, Ancona antifascista”, dietro c’era quello firmato Altra Idea “Ieri, oggi, domani antifascisti” mentre “Nessuno spazio ai fascisti, nessun dialogo con chi li protegge” era il messaggio di Potere al Popolo. La rabbia però è stata gridata anche dal microfono e dall’amplificazione fornita dal furgone che anticipava i manifestanti: «CasaPound non vi darà sicurezza, anzi porterà la guerra nelle vostre strade- ha gridato Nicola Mancini, rappresentante dei Centri Sociali Marche- quella sede va chiusa con ogni mezzo necessario». Gli ha fatto eco, tra gli altri, Riccardo Rotili del Centro Sociale Asilo Politico: «Andate via, prima che vi cacciamo via noi a calci nel sedere» ha gridato per poi sottolineare l’assenza del sindaco Valeria Mancinelli: «Chi chiediamo dove sia, visto che non ha preso nessuna posizione su questa storia». Anche due bambini della “Assata Shakur” hanno preso la parola al microfono per gridare una frase sola, ma forte e chiara: «Siamo tutti antirazzisti». Pensiero ribadito anche da diversi cartelli tra cui “Welcome refugees” ed “Eat moscioli and hate fascism” mentre una rappresentante del collettivo Zona Critica di Fabriano ha ricordato che «CasaPound sta entrando anche nelle scuole con il nome di Blocco Studentesco e non possiamo permettere che queste cose succedano». 

Tra i manifestanti c’era anche il consigliere comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini: «Quello che succede oggi è una brutta notizia per questa città e per la sua storia democratica e partigiana. Noi siamo qui per dire che vogliamo contrastare CasaPound con il sorriso per raccontare che quartieri multiculturali come gli Archi e il Piano sono solidali e possono essere comunità capaci di resistere e produrre metodi diversi da quelli che usa CasaPound. Non ci fermiamo oggi- prosegue Rubini CasaPound è un’organizzazione illegale che produce violenza e intolleranza, noi saremo qui nelle strade e nei palazzi per contrastare queste forze fasciste». 

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