Elezioni politiche 2018, FdI schiera la vedova anti banche: «I figli non devono piangere i genitori»

Il suicidio del marito nel 2014 per un debito di appena 44mila euro, Laura Schiavo candidata nell’uninominale di Ancona: «Stalking dal recupero crediti»

Ciccioli, al centro, con Laura Schiavo (sulla sua destra) e gli altri candidati di FdI

Laura Schiavo è veneta. Nel 2014 il marito si è tolto la vita per un debito contratto con una banca. Oggi è candidata per Fratelli d’Italia nel collegio uninominale di Ancona, Jesi e Fabriano. Attorno a lei la destra marchigiana ha costruito una squadra di candidati scelti tra militanti e esponenti con esperienza amministrativa. «Le Marche – dice Carlo Ciccioli, portavoce regionale del partito di Giorgia Meloni – sono una regione difficile ma i sondaggi nazionali danno un segnale di crescita del centrodestra unico e questo ci dà entusiasmo». Già parlamentare nel 2008/2013, Ciccioli è capolista al Senato. «Siamo una bella squadra che può essere squadra di governo sia in ambito nazionale che qui nelle Marche» dice. Quello della Schiavo è un segnale importante, secondo gli esponenti di FdI visto che le Marche sono una delle regioni d'Italia che hanno vissuto una crisi bancaria. 

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«Quando le cose sono diventate difficili – racconta la Schiavo – abbiam provato a parlare con la nostra banca chiedendo se era possibile sospendere il mutuo. Non avevamo mai saltato una rata prima di allora. Non ci hanno ascoltati. Hanno dato tutto in mano a un recupero crediti che ci faceva stalking. Mio marito si è lasciato andare finché un giorno non si è allontanato da casa e ha deciso di farla finita. Da quel giorno ho promesso a me stessa che in qualche modo avrei riscattato i miei figli, la memoria di mio marito e tutte quelle persone che hanno fatto questo gesto o che ci hanno pensato. Ho accettato questa candidatura perché le cose devono cambiare qui in Italia, perché non ci siano più figli che piangono i genitori. Mio figlio non dorme più la notte e mi dice che non ricorda più la voce del padre. Vivo con 600 euro al mese e nessuno si è fatto avanti per aiutarci: gli unici sono stati Fratelli d’Italia per poter fare qualcosa di concreto».

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