Bypass ferroviario, la giunta rilancia la richiesta di un arretramento della ferrovia

Sono quattro le lettere scritte dal sindaco Stefania Signorini al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli

La Giunta comunale di Falconara rilancia la necessità di un arretramento complessivo della ferrovia per offrire maggiori occasioni di sviluppo al litorale falconarese, una necessità resa ancora più evidente dal dibattito che si è aperto a livello regionale sulla questione delle barriere fonoassorbenti di Rfi. Il sindaco Stefania Signorini, dopo le richieste dell’ottobre scorso, ha scritto di nuovo al ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli per sollecitare un incontro sulla questione del bypass, che si è chiesto di sospendere.

Come nel caso delle barriere anti-rumore, anche per il bypass dal ministro Toninelli non è arrivata alcuna risposta. «Resta la contrarietà al bypass ferroviario così come è stato progettato – afferma il sindaco di Falconara – un’opera che può essere accettata solo se rappresentasse il primo stralcio di un arretramento più ampio dei binari. Anche l’assessore Clemente Rossi è sulla stessa linea: si è sempre espresso a favore dell’arretramento sin dal 2008, quando in qualità di capogruppo di maggioranza della prima Giunta Brandoni, durante il Consiglio comunale aperto sul bypass, aveva affermato che tale opera deve essere il primo passo di un arretramento complessivo. Da allora ha sempre sostenuto coerentemente questa tesi, anche quando le mozioni a favore dell’arretramento sono arrivate dalla minoranza. Ribadiamo l’esigenza di un incontro con il ministro Toninelli per entrambe le problematiche che condizionerebbero tanto pesantemente la vivibilità della nostra città». «Abbiamo di nuovo deciso di rivolgerci direttamente al ministro – aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Valentina Barchiesi – affinché vengano seriamente prese in considerazione le istanze del territorio. In ogni sede istituzionale abbiamo espresso la nostra contrarietà per il forte impatto che quest’opera avrà sul tessuto socio-economico e sulla matrice ambientale, un’opera che così come concepita non porterà alcun beneficio alla collettività».

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