Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Bonifiche aree Sin, il Comune: «Nulla a che vedere con il terreno del bypass ferroviario»

Il sindaco Stefania Signorini risponde al consigliere Loris Calcina: «Se tiene davvero all’ambiente dovrebbe sostenere la mia battaglia per sbloccare i 3milioni già stanziati»

Riunione sul Sin

FALCONARA - L’accordo di programma per le aree inquinate del Sito di interesse nazionale, preceduto nel 2006 dallo stanziamento di 3,272 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente, nulla ha a che vedere con la bonifica del bypass ferroviario, che è stata finanziata e progettata da Rfi. «Colpisce il fatto che il consigliere Loris Calcina - commenta il sindaco Stefania Signorini - che da anni segue le tematiche dell’ambiente, si infervori tanto per quell’area del bypass, che ricade nel Sin per soli mille metri quadrati, anziché condividere la battaglia dell’amministrazione comunale per sbloccare interventi che interessano migliaia di ettari di terreno, dato che le aree Sin interessate dall’Accordo di programma comprendono anche la fascia marina davanti alla costa falconarese. E’ difficile credere che l’impegno di Arpam e Regione per uno spicchio di terreno tanto limitato possa aver impedito a questi enti di occuparsi del ben più importante progetto contemplato dall’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente, la Regione Marche, l’Arpam, l’Ispra e il Comune di Falconara».

«Quei tre milioni, messi a disposizione 13 anni fa, ossia prima dell’accordo avvenuto nel 2010, sono di fatto bloccati, perché possono essere utilizzati solo a fronte di un progetto di bonifica, che ancora non c’è. Il sindaco Stefania Signorini ha sollecitato proprio la predisposizione dei progetti, per far sì che quei fondi pubblici, messi a disposizione per restituire alla comunità importanti porzioni di terreno, vengano finalmente utilizzati per lo scopo individuato, dopo un’attesa che si è prolungata per troppo tempo. Come primo cittadino di Falconara, Comune interessato in larga parte dal Sito di interesse nazionalepenso di avere il diritto e il dovere di lanciare questa battaglia. Da tempo, ben prima dell’incontro del 20 settembre da me convocato con vertici e tecnici di Arpam e Regione, avevo preso contatti con il dirigente regionale Massimo Sbriscia e con il direttore generale di Arpa Marche Giancarlo Marchetti per riuscire a mettere tutti attorno a un tavolo, per far sì che questo sconcertante stallo nella caratterizzazione e nella progettazione delle bonifiche si sbloccasse». L’incontro al Castello di venerdì scorso ha visto i rappresentanti di Regione e Arpam garantito la ripresa delle attività di loro competenza. «In occasione di quell’incontro ho annunciato che convocherò riunioni periodiche per monitorare le attività».

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