Biogas, la Regione ci riprova ma M5S frena: «Rispettare sentenze e chiudere le centrali»

Ieri è stato fatto il punto in una conferenza stampa indetta dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Romina Pergolesi unita ai comitati "Terre Nostre Marche" del presidente Massimo Gianangeli

Da sinistra Massimo Gianangeli e Romina Pergolesi

La Regione Marche dovrebbe prendere atto della situazione ed adoperarsi per annullare in autotutela tutte le autorizzazioni rilasciate con modalità analoghe a quelle oggi definitivamente censurate dalla Cassazione, prevedendo la demolizione degli impianti costruiti sulla base di autorizzazioni in contrasto con la legge ed il ripristino dei siti. A seguito della sentenza n.25629 del 14 dicembre scorso, è questa la richiesta del Movimento 5 Stelle unito ai comitati aderenti al Coordinamento Regionale “Terre Nostre Marche” (rappresentati dal presidente Massimo Gianangeli), avanzata ieri in una conferenza stampa indetta dalla consigliera regionale pentastellata Romina Pergolesi, che ha sempre seguito la vicenda biogas.

«Purtroppo la Regione Marche è diventata un modello esemplare a livello nazionale di come l'energia impropriamente chiamata pulita, può essere sporcata dagli affari delle grandi lobby - ha detto la Pergolesi - Ora la Regione dovrebbe prendere atto della situazione ed adoperarsi per annullare in autotutela tutte le autorizzazioni rilasciate con modalità analoghe a quelle oggi definitivamente censurate dalla Cassazione, prevedendo la demolizione degli impianti costruiti sulla base di autorizzazioni in contrasto con la legge ed il ripristino dei siti. Pare invece che la Regione si stia nuovamente addentrando in tentativi di sanare la situazione con nuovi procedimenti avviati in base all’istanza di alcune ditte proponenti volti a riattivare o comunque convalidare le autorizzazioni addirittura cancellate dai giudici amministrativi». Dunque parrebbe che gli imprenditori dell’energia pulita, almeno per loro, si stiano muovendo per sanare la quelle autorizzazioni che portarono la Guardia di Finanza ad avviare un’indagine che bloccò tutto l’affaire biogas nella regione. Come? Si vorrebbe riportare in vita con nuove autorizzazioni, in base al decreto 52/2015 del Governo Renzi che ha stabilito nuove linee guida per valutare l'impatto ambientale, ma senza rinnovare il necessario iter. «Non siamo contro le centrali a biogas - ha precisato Pergolesi - ma chiediamo che vengano rispettate le normative nazionali ed europee. La Regione deve mettere la parola fine a questa vicenda scandalosa, oggetto anche di un processo penale». Dunque la consigliera Pergolesi solleva dei dubbi sulla piena correttezza di tali iter tanto da presentare una mozione discussa in Consiglio regionale il 18 ottobre 2016, che l’assessore all’ambiente Sciapichetti con tutta la maggioranza ha bocciato. «Inaccettabile, inadeguato ed irrispettoso l’atteggiamento dell’assessore all’Ambiente nei confronti di una richiesta legittima volta a tutelare i diritti dei cittadini». Dunque tutti sul chi va là, Movimento 5 Stelle e comitati territoriali sono pronti a dare battaglia, ancora una volta, ripassando attraverso la porta della magistratura se dovesse essere necessario. 

«Procederemo con nuove istanze di verifica e revoca in autotutela dei provvedimenti emessi e dei procedimenti in corso - ha detto Gianangeli - Chiariamo anche come ricorrano ormai le condizioni per individuare le responsabilità, anche personali, di chi in Regione ha provocato questa situazione penalizzante per l’Ente ed i cittadini. Non è ammissibile che i costi degli errori fin qui compiuti ricadano sulle comunità locali. A nostro giudizio, il conto va presentato a chi, nel caso, ha prima sbagliato, poi perseverato». 

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