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Opere pubbliche, il M5S sulle spese triennali: «In lista ci sono lavori che non si faranno»

L’analisi del gruppo M5S Ancona sul bilancio di previsione in corso di discussione nel consiglio comunale

«La spesa prevista per il 2021 nel piano approvato l'anno scorso era pari a quasi 33 milioni, quest’anno si attesta a 44 milioni , un terzo in più. Ciò comporterà un massiccio ricorso al debito (oltre 20 milioni) il che  provocherà nei prossimi anni rate annuali aggiuntive per circa 500.000 euro, con conseguente drenaggio di liquidità e contrazione della futura capacità di spesa corrente, quella, per intenderci che finanzia le manutenzioni ordinarie». La dura nota del M5S Ancona è relativa al bilancio di previsione 2021-2023 che si sta discutendo in Consiglio comunale. «Tra gli interventi  previsti per il 2021 gran parte si riferiscono appunto a manutenzioni così trascurate da divenire straordinarie: 5,4 mil di euro vanno a strade e viabilità (di cui 2,7 milioni per manutenzioni straordinarie non meglio dettagliate). Nell’elenco sono comprese anche due opere di cui sappiamo con certezza che non si faranno: il recupero del sentiero di Portonovo per 250.000 euro, e l'ex scuola Benincasa, già adibita a ricovero di prima accoglienza per gli indigenti”Un tetto per tutti”, per 600.000. Quest’ultima non si farà perché la struttura è irrimediabilmente ammalorata. In spirito di collaborazione, abbiamo segnalato possibili interventi sostitutivi di quelli irrealizzabili: ad esempio il ripristino del sovrappasso di collegamento tra il previsto terminal  ex fornace Verrocchio e la stazione ferroviaria (incomprensibilmente stralciato dal progetto, ma indispensabile per la sicurezza ), ma soprattutto un ampliamento degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, per i quali sono stati preventivati i consueti 150.000 euro, cioè un misero 3 per mille degli investimenti previsti. Su quest'ultimo punto ci siamo sentiti rispondere che l'importo indicato  sarebbe sufficiente in quanto "le barriere si abbattono via via che si fanno i lavori ordinari";  così abbiamo visto negare in due parole il senso stesso e la necessità del piano Peba». 
 
«In complesso il progetto generale che ci è stato illustrato può descriversi come una specie di “New Deal alla dorica”, con molti cantieri finanziati da molto nuovo debito che, per il futuro, si ripete, comprimerà la capacità di spesa, costantemente già esigua per altri comparti. Sul piano alienazioni e valorizzazioni del patrimonio: i beni di proprietà comunale che, venduti/valorizzati dovrebbero finanziare in parte gli investimenti. sono riportati ad un valore che , ci è stato spiegato è assolutamente simbolico , quasi “buttato là”- continua la nota- Storicamente è certo che quel che si ricava in concreto  è una parte minima rispetto al libro dei sogni (lo scorso anno meno di 600 mila euro su oltre 8 mln previsti). Per quanto riguarda le tariffe, abbiamo avanzato dubbi sul fatto che, sulle  aree in concessione, i concessionari paghino l’IMU ; su un singolo caso abbiamo infatti potuto accertare, dopo mesi dalla nostra richiesta , che così non è stato. Per avere un quadro generale bisognerà adesso fare un’apposita richiesta di accesso  e sperare in una risposta più celere. Per ora pare che non sia ancora nemmeno chiaro a  chi spetti la  verifica o l’accertamento. Una notazione particolare sulla missione che da sempre ci sta a cuore: la  12,   che si riferisce a  Diritti sociali , politiche sociali e famiglia. Da anni insistiamo sulla insufficienza complessiva dei servizi in rapporto alla domanda, oltre che sulla qualità (ma questa è un’altra storia). Abbiamo spulciato il peso percentuale di questa singola voce, (Missione 12) dal dato totale delle spese. Dal Piano degli indicatori di bilancio  abbiamo rilevato che la spesa totale  per queste causali (Interventi per infanzia e minori , Interventi per disabilità, Interventi per gli anziani,  Interventi per soggetti a rischio esclusione sociale,   Interventi per le famiglie , Diritto alla casa, Programmazione e governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali e Servizio cimiteriale) rappresenta quasi  il 7%  delle uscite (oltre mezzo punto in meno rispetto alla previsione del 7,525%  formulata l’anno scorso per il 2021) . In effetti, la quota percentuale dedicata alla missione 12 nel bilancio di previsione dello scorso anno risulta leggermente inferiore (6,683 rispetto al 6,891% di questo anno) . Ma se da tale voce si scorporano le spese cimiteriali (per le quali sono previsti ingenti lavori, visto lo stato di degrado in cui versano i cimiteri) , il dato del 2021  risulta in calo al 5,55%, contro il 6,147% dell’ anno precedente. Eppure la crisi morde , i bisogni sono  in aumento, come in aumento sono le necessità legate alla prevenzione,  e anche se i cantieri sembrano essere il primo pensiero degli amministratori, ci saremmo aspettati una maggiore sensibilità riguardo alle nuove necessità della popolazione , che sono venute a sommarsi alle vecchie .   Per capire la portata di questo dato abbiamo anche provato a confrontare l’incidenza di questa missione sui bilanci degli  altri capoluoghi di provincia marchigiani,  i cui dati sono facilmente reperibili in rete.   E così abbiamo rilevato  che Ascoli  nel suo piano triennale degli indicatori 2019-2021 (l’ultimo consultabile) assegna alla voce Diritti sociali nei tre anni una quota non inferiore all’ 11,76% delle uscite , Pesaro (paragonabile ad Ancona per densità abitativa)  una non inferiore al 13,102% , Fermo addirittura  una mai inferiore al 13,76%. Siamo gli ultimi. Questo E’. Gli indici non sono opinioni. Il Documento Unico di Programmazione continua a non “citare” l’indice di invecchiamento (siamo al 42% ovvero 223 anziani ogni 100 giovani) ; eppure questo dato  non può non influire, o meglio non deve essere ignorato, se si vuole riempire di senso il termine “programmazione”».

«La domanda non si incontra con l’offerta e anche le nuove “possibilità” vengono addirittura ignorate- continua la nota- ci riferiamo ai percettori di reddito di cittadinanza per cui ancora, nel nostro comune, non  è partita alcuna progettualità, e sì che le risorse ci sarebbero, e sarebbero numerose  (ma forse il Comune di Ancona l’ha saputo  in ritardo) Le osservazioni del Dirigente del Servizio Finanze: come ogni anno troviamo di interesse la “cartella” (2 paginette) contenente le osservazioni della dirigente del Servizio Finanziario;  le solite raccomandazioni , che  sembrano scritte un po’ per “mettere le mani avanti” rispetto a possibili criticità,  si ripetono stancamente anno dopo anno.Il richiamo ad un controllo di gestione, all’aumento della capacità di riscossione,  al maggiore controllo sulle partecipate (i nostri costi rispetto allo standard sono esagerati) sono ormai raccomandazioni consuetudinarie  cui quest’anno si è aggiunta l’allerta per un  così massiccio ricorso all’indebitamento. In conclusione: la lettura del documento “politico” che è il bilancio di previsione è. deludente. Non sorprende che lo sia, purtroppo, nessun cambio di rotta se non verso gli scogli. Noi continueremo a vigilare sperando di sbagliarci». 
 

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