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Bilancio Comune di Ancona, Biekar rassicura: "Niente dissesto, ecco perché"

L'assessore alle finanze Andrea Biekar, risponde punto su punto alle obiezioni sul Bilancio del Comune di Ancona: "Non c'è il rischio di dissesto". Ecco tutte le questioni affrontate punto per punto

L'assessore al bilancio del Comune di Ancona Andrea Biekar

L'assessore alle finanze Andrea Biekar, dalle pagine del Messaggero, risponde punto su punto alle obiezioni sul Bilancio del Comune di Ancona e cerca di rassicurare maggioranza e cittadini: "Non c'è il rischio di dissesto". Ecco tutte le questioni affrontate:

MILIONI INESISTENTI? Un documento della Corte dei Conti lamentava l'iscrizione a bilancio di ben 10 milioni di euro di crediti mai riscossi da 6 anni a questa parte fra tasse, multe e trasferimenti dello Stato. Biekar specifica che l'Amministrazione non ha conteggiato crediti prescritti, ma denaro su cui Equitalia sta lavorando per ottenerne la riscossione, e che in ogni caso c'è un fondo rischi di 2 milioni di euro, avanzo del 2011.

STABILE. Di quanto è il debito della fondazione? Biekar snocciola le cifre: ci sono 6 milioni di debiti, ma anche 3 milioni di crediti. Il Comune - prosegue l'assessore - ha già accantonato 2,2 milioni: esistono dunque "ampie garanzie".

AREA EX PACHIAROTTI. I proprietari si sono rivolti al giudice per ottenere un risarcimento dal Comune di 4 milioni di euro, per un lotto di terreno espropriato ai tempi della frana ma pagato come agricolo, e dunque - secondo i querelanti - troppo poco. "Non ci sono sentenze definitive" taglia corto il titolare delle finanze, come a dire "non fasciamoci la testa prima di essercela rotta".

SPENDING REVIEW. Il Governo centrale potrebbe tagliare risorse per un milione di euro, ma anche qui non c'è ancora nulla di definitivo, la parola d'ordine è di nuovo "aspettare e vedere".

MAGGIORANZA. Ma più che sulle cifre, la vera incertezza è sulla tenuta della maggioranza sul voto al documento di Bilancio. In aula si tornerà il 20 luglio, e Gramillano ripresenterà il documento di fine giugno, quello che era stato rigettato perché corretto fuori tempo massimo. Molti i consensi in bilico: nei banchi del Pd non ci saranno Betto (fuori per l'esame da giudice) e Fiordelmondo (in ferie), mentre in casa Idv non si potrà contare sull'appoggio di Filippini, Brandoni e Fusco, decisi a far terminare l'esperienza Gramillano.
Decisi all'astensione anche gli Udc Gnocchini e Ippoliti e il capogruppo Ps Vichi.
Numeri in fibrillazione, che rischiano di far scendere i voti favorevoli a 16, con ancora la possibilità di calare ulteriormente.
 

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