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Banca Marche, «Risparmiatori indotti a comprare azioni»: Forza Italia presenta un esposto

In una conferenza stampa, Forza Italia ha annunciato la volontà di passare al contrattacco, presentando un esposto alla Procura di Ancona, con cui si chiederà ai magistrati di approfondire alcuni nuovi aspetti

Andreoli - Marcozzi - Ceroni - Bettini

«Molti risparmiatori sono stati indotti a comprare azioni e obbligazioni per avere più fido sul conto corrente. A loro chiediamo di consultare un avvocato e andare in procura a denunciare il fatti». E’ quanto detto lunedì mattina dal senatore marchigiano di Forza Italia Remigio Ceroni sul caso Banca Marche. Lo ha fatto durante una conferenza stampa nella sede di partito che fa capo a Silvio Berlusconi, dove ha anche annunciato la volontà di passare al contrattacco: Forza Italia presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona, con cui si chiederà ai magistrati di approfondire nuovi aspetti. Quali? Il primo, appunto, è che dentro Banca Marche sarebbe stata prassi concedere maggiori somme ai propri clienti che, di contro, si sarebbero resi disponibili ad acquistare titoli azionari o obbligazionali. Secondo aspetto, l’operazione di svalutazione delle azioni dei piccoli e medi risparmiatori, sarebbe una manovra che farà arricchire la banca che acquisterà Bdm sulla pelle dei risparmiatori. Lo ha spiegato il segretario provinciale del partito di Pesaro Urbino Alessandro Bettini: «Il problema è aver svalutato dell'83% i crediti di Banca Marche, da 8,5 a 1,5 miliardi. Crediti che saranno recuperati quando la nuova banca sarà venduta, ma a quel punto gli azionisti non ci saranno più. L'affare vero lo farà chi comprerà la bad bank. Il decreto va perciò abolito e Banca Italia». Dunque con la svalutazione del capitale azionario si fa un regalo al potenziale e futuro acquirente di Bdm. 

«Non capiamo l’esultanza di Ceriscioli per il salvataggio della Bdm - ha ribadito Cerioni - Una banca che fra qualche mese verrà venduta a chissà quale gruppo bancario internazionale, punendo i risparmiatori. Chiediamo dunque che vengano individuate le responsabilità di chi ha portato al dissesto la banca. Ma chiediamo anche di valutare quale sia stato il ruolo della Consob. Quando nel 2012, e' stata fatta la ricapitalizzazione dell'istituto per 180 milioni di euro, pagata con le sottoscrizioni degli azionisti e dei risparmiatori che oggi hanno perso tutto, si conoscevano già le condizioni della banca?». 

Per il capogruppo Fi in Consiglio regionale c’era anche Jessica Marcozzi: «Questo e' un provvedimento per il quale c'e' poco da applaudire, visto che ha gettato Bettini - Trenta-2nella disperazione clienti e imprese. La crisi di Banca Marche e' oggi la crisi di tante Pmi delle Marche con le quali la banca aveva un rapporto di reciprocità». Presente anche la coordinatrice comunale di F.I Antonella Andreoli che ha ribadito: «Sottolineo il fatto che se dovesse passare il Decreto per salvare le banche, si creerebbe un danno irreparabile per i singoli risparmiatori e per le piccole imprese su cui si basa il tessuto economico della regione Marche». Ecco perché, lo ha detto l’ex consigliere uscente Umberto Trenta (in foto): «Metteremo la copia dell’esposto su internet proprio per dare a tutti la possibilità di prendere spunto e tutelarsi».

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