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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica

Sfida finale per il Comune: l'appello al voto della Simonella agli anconetani

A pochi giorni dal ballottaggio abbiamo incontrato i due sfidanti nelle loro sedi. Seguendo l'ordine alfabetico, dopo l'intervista di Silvetti, ora è il turno della candidata sindaco del centrosinistra sostenuta da sei liste: Pd, Ancona Futura, Ancona Diamoci del Noi, Riformisti, Centristi e Repubblicani

ANCONA- Domenica 28 e lunedì 29 maggio, gli anconetani saranno chiamati nuovamente alle urne per scegliere chi, tra Daniele Silvetti, candidato del centrodestra, e Ida Simonella, candidata del centrosinistra, sarà il nuovo sindaco di Ancona. A pochi giorni dal ballottaggio li abbiamo incontrati nelle loro sedi per parlare di alleanze, squadra di governo e fare un appello al voto. Seguendo l'ordine alfabetico, la prima intervista pubblicata è stata quella di Silvetti, ora è il turno della candidata sindaco del centrosinistra, Ida Simonella, sostenuta da sei liste: Pd, Ancona Futura, Ancona Diamoci del Noi, Riformisti, Centristi e Repubblicani.

Ida Simonella, indicazioni di voto sì, ma non apparentamenti con le altre forze politiche più vicine al centrosinistra… Secondo lei perché non siete riusciti a stringere accordi? Che cosa ne pensa invece dell’apparentamento della lista Ripartiamo dai Giovani con Silvetti? «Ho cercato tutte le forme di apertura possibile con l’area più vicina a me. Sono contenta della dichiarazione di voto a mio favore da parte dei Verdi e la non equidistanza dai movimenti legati al candidato sindaco Rubini che hanno detto: “Mai con le destre”. Questo è già un bellissimo segnale ed io voglio aprirmi di più ai loro contenuti, soprattutto in tema ambientale, di partecipazione e condivisione con i cittadini. La lista Ripartiamo dai Giovani è stata una cosa diversa perché il candidato Battino è venuto a dirmi che voleva due assessorati, uno più di tipo tecnico e uno più legato alla sula lista, una lista di proscrizione per altri assessori da mettere in giunta e la firma al suo programma. Questa per me non è una forma di condivisione, ma di contrattazione che assomiglia al mercato delle vacche. Io non ho ceduto e non voglio farlo perché penso ad una cosa diversa per costruire una squadra».

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Come sarà e chi sarà nella sua squadra di governo? Chi sarà in giunta? Qualche nome è già stato svelato, quali altre novità ci saranno? «Il nome che è stato svelato è quello del Prof. Sauro Longhi, ex rettore della Politecnica. È una figura di altissimo spessore per quanto riguarda i temi della transizione ecologica, digitale e università. Questa sarà la sua delega perché credo che nel salto di qualità che dobbiamo fare, dobbiamo immaginare una città moderna, parlare di sviluppo, ma anche di compatibilità ambientale, digitalizzazione e attenzione ai giovani. Credo sia la persona di riferimento più competente. Voglio costruire una squadra efficiente per portare avanti il programma di governo con persone preparate, sia nell’ambito dei partiti politici che figure tecniche. Non voglio essere ostaggio delle maggioranze, di quelle cose da Prima Repubblica. Bisogna dare risposte ai cittadini e avere una squadra efficace».

Ultimo appello al voto agli anconetani: perché votare per Ida Simonella? «Fino a poco tempo fa dicevo votate Ida Simonella perché abbiamo dimostrato di avere una visione. Pensate alle risorse del Pnrr che abbiamo guadagnato e ai fatti. Abbiamo trovato le risorse, abbiamo 80milioni di investimenti da calare a terra. Credo che sia una piccola indicazione di come si concepisce l’azione amministrativa: visione, ma anche tanta concretezza e fatti. Poi perché non mi piace la retorica del cambiamento. La destra è brava a dire: “va tutto male, cambiate”. Il cambiamento deve essere profondo, serve una proposta. Lo abbiamo visto anche a livello nazionale, in campagna elettorale dicevano che avrebbero tolto l’accisa sulla benzina, poi quando ti trovi al governo è un’altra cosa. Questa retorica non mi piace. Non mi è piaciuta nemmeno la radicalizzazione sul tema della filiera istituzionale. Se siamo tutti allineati Stato e Regione si accorgono di noi, altrimenti no? Questo significa essere sudditi. Quindi bisogna resistere. Centrosinistra e sinistra devono ritrovarsi attorno a dei valori fondamentali, come la dignità. Questa cosa non l’ho voluta radicalizzare io, è venuto il Governo a dire: “prendiamoci questa città, ci manca solo questo”, come se fosse una medaglietta da mettere sul petto. Questa cosa non la voglio permettere».

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