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Uscita a Ovest, SEL e Ancona Bene Comune: "Consegnerà la città ai grandi gruppi industriali"

"Perché non smettere con questa follia e riaprire il dibattito su eventuali soluzioni alternative economicamente e ambientalmente sostenibili incentrate sul trasporto su rotaia?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Apprendiamo dall'ufficio stampa del comune, dalla regione e dai quotidiani locali che il ministero sarebbe ad un passo dal firmare uno "storico" accordo sulla realizzazione dell'uscita ovest. Ma è davvero una buona notizia?

Ecco, noi riteniamo che non ci sia nulla di buono in questa firma annunciata e tanto reclamizzata, se non il rischio dell'ennesimo bluff utile solo ai soliti speculatori di turno.
L'uscita ovest è infatti un opera economicamente insostenibile, ambientalmente devastante, che richiede costi sproporzionati considerata la costante diminuzione del flusso merci passante per lo scalo dorico. Il project financial è surreale e colmabile solo con un eventuale pedaggio praticamente fuori mercato.
E allora chiediamo alla giunta Mancinelli e al PD locale, da sempre alfiere di quest'opera tanto faraonica quanto inutile:

Davvero siamo disponibili a consegnare le chiavi della città alle grandi multinazionali delle infrastrutture? Perché non smettere con questa follia e riaprire il dibattito su eventuali soluzioni alternative economicamente e ambientalmente sostenibili incentrate sul trasporto su rotaia? Siamo stanchi dei proclami, vorremmo iniziare a discutere del bene comune anconetano."

Francesco Rubini. Stefano Crispiani, SeL Ancona Bene Comune

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