I 20 anni della Dichiarazione di Ancona, Mangialardi: «Marche da sempre protagoniste»

Così il candidato alla presidenza della Regione Marche Maurizio Mangialardi ricorda il ventennale della Dichiarazione di Ancona

ANCONA – «A dispetto dei sovranisti che non la vogliono e la rinnegano, noi crediamo fortemente in un’Europa delle Regioni, dunque non solo vicina alla istanze economiche e sociali dei territori, ma che veda le Amministrazioni locali di quest’ultimi protagoniste di un grande e profondo processo di rinnovamento delle istituzioni comunitarie e integrazione politica. Dal 2000, grazie all’impegno e al lavoro diplomatico svolto dai governi regionali di centrosinistra, le Marche rappresentano un’avanguardia nel processo di costituzione della Macroregione Adriatico Ionica, attraverso la quale sono stati costruiti rapporti economici e culturali fruttuosi per le nostre aziende e le nostre associazioni. E oggi, di fronte al mondo stravolto dal Covid, restano più che mai validi gli obiettivi strategici individuati dalla Dichiarazione di Ancona e portati avanti dall’Iai per promuovere la cooperazione nell’area Adriatico-Ionica: crescita blu, connettività, qualità dell’ambiente e turismo sostenibile. Siamo un crocevia tra la penisola scandinava e il Mediterraneo, e tra le due sponde del Mediterraneo stesso. Le Marche, anche in seno a questa macro regione, possono davvero crescere in ogni campo».

Così il candidato alla presidenza della Regione Marche Maurizio Mangialardi ricorda il ventennale della Dichiarazione di Ancona sulla cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea. Il documento, che segnò l’istituzione dell’Iniziativa Adriatico-Ionica, venne firmato nel capoluogo marchigiano nel maggio del 2000 da parte dei ministri degli Affari Esteri di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia e Slovenia. Ai sei membri originari si è aggiunta nel 2002 l’Unione di Serbia-Montenegro (in seguito alla scissione del 2006, hanno poi mantenuto lo status di membro dell’Iniziativa sia la Serbia che il Montenegro) e nel 2018 l’allora Ex Repubblica jugoslava di Macedonia.
 

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