Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Fincantieri: Rivoluzione Civile Marche incontra la Rsu di Ancona

Augusto Rocchi: “Le lotte e la determinazione dei lavoratori di Ancona dimostrano la capacità di proporre modelli di organizzazione del lavoro che salvaguardano i diritti e migliorano la qualità delle navi”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

 “Siamo di fronte al più classico caso di divide et impera che ormai non riguarda più solo il padronato privato ma anche le grandi aziende con una partecipazione pubblica maggioritaria. Solo così è possibile interpretare l’accordo raggiunto a Castellamare di Stabia, il quale rischia di indebolire il quadro unitario delle lotte condotte dai lavoratori del gruppo in tutta Italia”.

Così Augusto Rocchi, candidato nelle Marche per Rivoluzione Civile, durante l’incontro con la Rsu di Fincantieri Ancona commenta la notizia dell’accordo siglato allo stabilimento di Castellamare di Stabia che, in cambio commessa per un traghetto a metano di 140 metri per conto di un armatore canadese, prevede un’organizzazione del lavoro più flessibile.

“Le lotte e la determinazione dei lavoratori di Ancona – spiega Rocchi – dimostrano che c’è la possibilità di vincere e la capacità di proporre modelli di organizzazione del lavoro che salvaguardano i diritti e migliorano la qualità delle navi, oltreché indicare la strada per rilancio della cantieristica che guarda, attraverso una seria riflessione critica del piano nazionale dei trasporti, alle nuove domande di compatibilità ambientale, e auto centratura dello sviluppo. le logiche del ricatto padronale, invece, fondate sul lavoro in cambio di meno diritti e dunque meno dignità sembra aver varcato i cancelli della Fiat per imporsi come modello nelle relazioni industriali . Ciò si sta rendendo possibile grazie anche alle complicità politiche con le quali i governi Monti e Berlusconi hanno smantellato pezzo per pezzo il sistema di tutele dei lavoratori, a cominciare dalla contrattazione nazionale e dall’articolo 18 per finire con le pensioni di anzianità”.

Per Rocchi la ricetta giusta è un’inversione di tendenza nelle politiche dello sviluppo.
“Pensare di rilanciare l’economia attraverso la riduzione dei diritti, l’allungamento dell’orario di lavoro, l’abbassamento delle retribuzioni – conclude - è semplicemente folle perché alimenterebbe la spirale recessiva dentro la quale siamo caduti. Il prossimo governo, invece, dovrà rimettere in discussione provvedimenti come il fiscal compact e il pareggio di bilancio, che sottraggono importanti risorse che invece dovrebbero essere destinate a una politica economica basata sull’innovazione, la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Purtroppo, questa prospettiva non esiste né nel centrodestra né nel centrosinistra e senza una vera forza di sinistra in Parlamento nessuno porterà avanti questa battaglia”.

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