Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Rete degli Studenti Medi Marche: assemblea alla Casa delle Culture

L’assemblea si terrà il 10 ottobre, data stabilita per la mobilitazione nazionale della Rete, che in questi giorni ha consegnato una lettera in tutte le classi invitando alla discussione tra insegnanti e studenti

Protesta studentesca (archivio)

La Rete degli Studenti Medi Marche ha indetto una assemblea studentesca ad Ancona per il 10 Ottobre, data di mobilitazione nazionale della Rete Degli Studenti Medi. L'assemblea si terrà alla Casa Delle Culture, alle ore 18.
Qui di seguito la lettera che la Rete degli Studenti ha consegnato in tutte le classi, invitando alla discussione tra insegnanti e studenti:

"Cari Studenti e care studentesse,
siamo già a un mese dall’inizio dell’anno scolastico, quel drammatico rientro dalle vacanze estive, quel ritorno alla monotona routine quotidiana: l’autobus in ritardo e in più affollatissimo; l’autista che non ci lascia salire; l’insegnante della prima ora irritata perché siamo entrati dieci minuti dopo; quei 60 minuti interminabili prima della campanella del cambio dell’ora; l’uscita, la corsa verso la fermata, l’autobus ancora pieno e finalmente si torna a casa, sfiniti.
Quanti di voi hanno mai provato soddisfazione al termine di una mattinata scolastica tipo? Quanti di voi, nel cominciare una lezione, hanno sentito che l'ora che stavano per trascorrere sarebbe stata un'occasione di formazione e non soltanto una schematica acquisizione di nozioni? Quanti, invece, possono dire di avere le idee chiare sul proprio futuro o una visuale ottimista di quello che andranno a fare?
Viviamo un momento storico difficilissimo. Siamo una generazione che, sfortunatamente, si è trovata a vivere i suoi anni migliori durante la crisi economica e sociale più grave degli ultimi 50 anni e a cui sembra negato qualsiasi sogno o qualsiasi prospettiva.
Lentamente, stanno togliendoci anche la forza di sperare, di credere in qualcosa. C'è chi, coraggiosamente, decide di andarsene, di cercare un futuro migliore in un Paese che davvero scelga di investire sui giovani e sugli studenti. C'è chi invece semplicemente getta la spugna, sceglie di non crederci più, di abbandonarsi e farsi trasportare da questa marea di negatività e sfiducia.
Noi vogliamo offrire un'alternativa a tutto questo, vogliamo reagire. Questo venerdì scenderemo in piazza in molte città della nostra regione, urlando a questo Governo e all'intera cittadinanza che la vera grande bellezza di questo paese siamo noi studenti.
Siamo noi studenti quando abbiamo il coraggio di non accettare qualsiasi cosa ci venga proposta con passività. Siamo noi studenti quando, non sempre nei modi giusti, cerchiamo di esprimerci, di far uscire fuori tutto quello che abbiamo, anche quando manchiamo di spazi e momenti per farlo. Siamo convinti che sia arrivato, finalmente, il momento di reagire e urlare tutti insieme che questa società ci sta stretta. Vogliamo vivere in un Paese che capisca che la Scuola Pubblica è il primo motore di qualsiasi economia, perché senza formazione e cultura non c'è sviluppo. Vogliamo vivere in un Paese che non punisce le difficoltà degli studenti, bensì ne premia le capacità, valutando singolarmente ogni alunno per quello che può offrire. Siamo stanchi di programmi vecchi e edifici claudicanti. Ci meritiamo, come i nostri concittadini europei, un sistema di didattica alternativo e innovativo, delle strutture all'altezza, di cui non dobbiamo preoccuparci quando piove: basta fare lezione con la pioggia!
Vogliamo quindi fare un appello alla vostra presenza, al vostro coraggio. Vogliamo chiedervi di condividere con noi questa voglia di cambiamento e di farla vostra. Rivalutiamo insieme gli spazi inutilizzati delle nostre città, rendiamoli nostri per dare l'opportunità a chiunque di esprimersi come voglia! Discutiamo insieme della scuola che vogliamo e sogniamo, costruiamola insieme e viviamola insieme, per non renderla mai banale. Scendiamo in piazza insieme, ancora una volta, per costruire un nostro modello di società, perché nessun Governo può ricostruire un Paese senza passare dal suo futuro: i giovani.
Cogliamo l’occasione, cari insegnanti, per esortarvi a non demordere di fronte alla sfiducia generale e al nostro apparente disinteresse ed, anzi, a continuare con rinnovato entusiasmo la vostra “missione”, ovvero educarci. Le vostre parole non si disperderanno nel vento, ma faranno il corso di generazione in generazione. Chiediamo anche a voi di ascoltarci e renderci partecipi, perché questo Paese dobbiamo ricostruirlo tutti insieme e si comincia venerdì. E sarà normale dubitare, storcere il naso e abbandonarsi in questo mare di passività, ma anche se la paura e la rassegnazione avranno sempre più argomenti, scegliete sempre la speranza. "

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