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Area Vasta, la prima assembla: “Candidati con rango metropolitano”

L'assemblea ha presentato una bozza del documento di candidatura concertato con il Ministero e che verrà perfezionato da tutti i soggetti coinvolti, indispensabile per accedere ai fondi comunitari

Si è tenuta stamattina a Palazzo del Popolo, alla presenza del funzionario del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti arch. Francesco Giacobone, la prima assemblea del “Piano di Sviluppo dell’Area Vasta - Progetto Integrato del Territorio Ancona-Jesi” dopo la riunione di start dello scorso settembre.

Hanno partecipato tutte le associazioni produttive di categoria, Confindustria, Regione Marche, Provincia di Ancona, Camera di Commercio, Autorità Portuale, Aerdorica, Interporto, Anas, Ferrovie, Università, Parco del Conero e i rappresentanti dei Comuni coinvolti nel progetto di area vasta.
L’assemblea aveva lo scopo di fare il punto sulle attività finora svolte e di presentare una bozza del documento di candidatura concertato con il Ministero e che verrà perfezionato da tutti i soggetti coinvolti, indispensabile per accedere ai fondi comunitari, in particolari quelli strutturali 2014-2020 destinati all’asse città.

“Per essere attrattivi al momento di accedere  ai nuovi finanziamenti pubblici - ha sottolineato l’assessore al Porto e al Piano strategico Ida Simonella –  dobbiamo raccontarci in modo diverso e farci riconoscere quel rango metropolitano che il nostro ambito può vantare”.

Il documento di candidatura delinea un quadro  delle risorse e delle potenzialità infrastrutturali, economico-produttive, turistiche di un territorio che comprende 40 Comuni, 400 mila abitanti, 40 mila imprese, una rete infrastrutturale importante, un tessuto imprenditoriale multisettoriale di indiscussa tradizione.

L’AREA VASTA. L’area vasta, così come viene descritta nella bozza di documento, è una città diffusa e metropolitana sotto vari punti di vista: sul piano insediativo, con i suoi 132 chilometri di territorio e i suoi 40 Comuni è la principale armatura urbana marchigiana per dimensione e densità di relazione; nel sistema ecologico, con 60 km di costa e varie reti naturali, può vantare una “riserva di naturalità” solidissima; dal punto di vista infrastrutturale il complesso telaio di reti e le tre grandi dotazioni (porto, aeroporto e interporto) consentono il riconoscimento dei “territorio ad alta dotazione infrastrutturale”. Nell’area vasta si concentra una quota elevata delle imprese manifatturiere regionali  e la competitività è conseguenza dalla plurisettorialità dei campi produttivi; il sistema culturale offre 5000 beni architettonici, un sistema museale diffuso, 85 biblioteche, 26 teatri, 47 istituti scolastici superiori e l’Università Politecnica, una serie di reti di promozione turistica.

Le opportunità territoriali sono dunque enormi, se si entra in sinergia con una logica di partenariato. Quello che serve è un cambio di mentalità e di approccio”. Per il Comune di Ancona, lo ha ribadito lo stesso sindaco Mancinelli che ha aperto e chiuso i lavori della giornata: “Il capoluogo si mette al servizio del territorio e rilegittima il suo ruolo attraverso percorsi strategici come quello che avviamo oggi, in cui tutti i protagonisti – i Comuni in primis, le forze produttive, istituzionali, di ricerca ecc – sono indispensabili e dialogano con pari dignità. Bisogna superare le diffidenze e la competitività al nostro interno: se ci facciamo concorrenza tra noi, siamo più deboli nei confronti dell’Europa. Solo attraverso la cooperazione potremmo costruire quel modello di area metropolitana e superare i ritardi decennali prodotti anche da una visione frammentaria”.

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