Aria irrespirabile, Calcina: «Comune assente prima, insufficiente ora»

Le civiche ambientaliste commentano l'operazione del Noe e sono critiche sull'operato del sindaco: «I cittadini chiedono dignità e autorevolezza»

Loris Calcina

«La prima considerazione è che la costanza delle segnalazioni dei cittadini alle annose esalazioni diffusesi nel quartiere Castelferretti è servita. I cittadini hanno dalla loro l’infaticabile resistenza di chi sa che sta difendendo la qualità della propria vita quotidiana e la salute; resistenza che si è tradotta in un costante conflitto di bassa intensità che alle segnalazioni inviate ai CONTROLLORI accompagna anche le azioni legali, le proteste in strada, le assemblee, i referti medici». A parlare è Loris Calcina, consigliere comunale delle liste Falconara Bene Comune/Cittadini in Comune dopo l'operazione del Noe alla ditta Bufarini. «È un metodo – continua - che per funzionare ha bisogno di alcuni ingredienti: l’ascolto (attivo, non solo uditivo) da parte degli Enti locali (Comune ovviamente compreso) l’ascolto (attivo, non solo uditivo) da parte dei controllori, la loro scrupolosa e sinergica valutazione ai fini dell’eventuale (fattivo) intervento. Tutto concretamente esistente in uno Stato di Diritto e con una Costituzione Italiana che all’art. 41 recita che “L’iniziativa economica privata è libera.Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Calcina è critico verso l'amministrazione comunale «totalmente assente con Brandoni (dal 2008 al 2018) di cui l’attuale Sindaco Signorini ha fatto ininterrottamente parte, e che, all’apparenza, sembra voler cambiare registro ma difetta pesantemente di fatti concreti. Non è sufficiente convocare i cittadini di Castelferretti e ascoltarli soprattutto quando le loro richieste sono quelle invocate da 5 anni nelle Commissioni consiliari a cui sono stati ammessi a parlare ma che da 5 anni non hanno un riscontro pratico, un’azione concreta. Come non è sufficiente intervenire al presidio di protesta dei cittadini di fronte ad un’azienda». 

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Secondo Calcina «si devono dare nuove disposizioni a una Polizia Municipale ingessata in compiti routinari in una realtà come Falconara M. in cui non è normale che una raffineria, un’azienda di rifiuti speciali pericolosi e un’azienda di conglomerati bituminosi siano dentro il tessuto urbano e lambiscano le abitazioni dei cittadini. Ciò che la Polizia Municipale non deve più fare e che, invece, dovrebbe fare, lo hanno indicato chiaramente i cittadini di Mal’Aria e dell’Ondaverde alcuni giorni fa dicendo che gli agenti anziché concentrare le energie a ricercare la causa delle esalazioni stesse, si reca al domicilio dei segnalanti, uno dopo l’altro, per recapitare il foglio di segnalazione e aspicando, per un efficace contrasto ai fenomeni di inquinamento dell’aria, che il personale delle Forze dell’Ordine venga attivamente impegnato per l’accertamento delle cause e delle fonti di esalazione, piuttosto che nella mera raccolta di segnalazioni. Proprio la questione delle disposizioni impartite alla Polizia Municipale ci fa dire che non siamo neanche all’anno zero (che implicherebbe la speranza del cambiamento); in realtà il Sindaco Signorini è in continuità con l’Amministrazione Brandoni proprio nella pratica. Se l’ex Sindaco Brandoni apparecchiò il teatrino della Commissione consiliare Ambiente riunita all’interno della Azienda Bufarini (4 agosto 2014), il Sindaco Signorini si sta vantando della centralina mobile di rilevamento della qualità dell’aria che API raffineria donerà al Comune. Il Sindaco non si accorge che con le insistenti esalazioni degli ultimi anni e con gli incidenti i cittadini falconaresi hanno capito che il problema delle industrie insalubri li riguarda anche se abitano a 3 chilometri di distanza. Il Sindaco non si è accorto che i cittadini falconaresi hanno la necessità di vedere l’Amministrazione comunale con le mani completamente libere per esercitare efficacemente i controlli, un’Amministrazione comunale che non chieda gli strumenti per controllare al controllato, ma li pretenda dagli Enti di controllo. Un’Amministrazione che nel corso di un’emergenza come quella al TK61 pretenda con forza dall’ARPAM di schierare sul territorio anche una delle 2 centraline mobili che possiede, per capire se ad altezza d’uomo la concentrazione delle esalazioni sia maggiore o minore di quella rilevata dalla centralina fissa posta a 13 metri di altezza. Questa è la dignità e l'autorevolezza che i cittadini chiedono».

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