Si chiude il consiglio comunale, non le polemiche sulla Raffineria

Ultima seduta della legislatura ma la bagarre sulle esalazioni va avanti. Brandoni in Regione in vista del rinnovo all'autorizzazione. I sindacati: «La politica non strumentalizzi»

L'ultimo giorno di Goffredo Brandoni in consiglio comunale nelle vesti di sindaco. Non l'ultimo come primo cittadino visto che già oggi è atteso in Regione alla ricerca di una strategia comune per affrontare la conferenza dei servizi al Ministero dell'Ambiente per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria Api. Il Comune parteciperà a Roma – convocazione per il 3 maggio – con il parere non favorevole e il documento redatto dai Comitati Cittadini dove si chiedono minori emissioni in aria. Sarà poi il gruppo istruttorio, recepiti i pareri degli enti coinvolti (oltre al Comune anche la Provincia di Ancona, la Regione, Arpam e Ars) a decidere. È l'ondalunga delle esalazioni percepite la scorsa settimana dopo l'incidente al serbatoio TK61. Vicenda che ha caratterizzato l'ultima seduta del consiglio comunale prima dello scoglimento dell'assise durante la quale non sono mancati scambi di accuse tra maggioranza e opposizione. Nel frattempo tornano a farsi sentire i sindacati che, in vista dello sciopero di venerdì 27, invitano la politica cittadina a non strumentalizzare l'evento. «Chiediamo agli amministratori del territorio, dalla Regione al Comune, di evitare una palese ricerca di facile consenso costruito sull’emotività e sulla rabbia, ma di decidere nell’interesse della comunità tutta – scrivono Filtcem Cgil Femca Cisl e Uiltec Uil – viste le interpretazioni in buona e cattiva fede rilanciate sui social e sui media dai protagonisti politici del territorio alla ricerca di consenso o dai movimenti di vario genere per propri fini. Lo sciopero intende evidenziare la non condivisione delle scelte manageriali riferite alla gestione del TK61 che hanno portato alle altrimenti evitabili emissioni odorose dei giorni scorsi».

«La Raffineria non è un colabrodo»

«Non condividiamo le strumentali interpretazioni che dipingono l’azienda come un colabrodo – proseguono i sindacati - la Raffineria Api rimane all’avanguardia nel settore industriale italiano, in termini di sicurezza e professionalità del personale, così come tutto il settore dell’energia e petrolio, e non permetteremo ad alcuno internamente o esternamente di invalidare i percorsi di sensibilità e attenzione alla sicurezza ed all’ambiente costruiti in anni di attività sindacale. La dirigenza che ha assunto decisioni irresponsabili in riferimento agli ultimi accadimenti dovrà rispondere alla comunità intera e noi ci faremo garanti affinché la giusta ricostruzione dei fatti porti alla individuazione delle responsabilità. Si tratta però di un evento che non può invalidare il valore aggiunto di una azienda e dei lavoratori che vi operano, l’attività deve continuare all’insegna del rispetto delle norme vigenti compensando con maggior attenzione il sostegno che inevitabilmente viene richiesto al territorio che la ospita».

In Consiglio Federici (Pd) incalza : «È mancata la comunicazione ai cittadini»

L'interrogazione del gruppo dem in consiglio comunale ha fatto ripercorrere al sindaco Goffredo Brandoni le varie fasi dell'incidente, della comunicazione della Raffineria in ritardo di 24 ore e sottovalutata rispetto all'impatto sulla città e ai vari tavoli tecnici che si sono susseguiti fino alla risoluzione del problema. Unico elemento di novità è nel dettaglio che l'ipotesi di evacuare la città, emersa durante la turbolenta Commissione Ambiente di mercoledì scorso, non è stata una decisione scartata a cuor leggero. Sindaco e Protezione Civile si sono interrogato per circa un'ora su questa eventualità. Le prossime iniziative? «Valutare l'incidente e le sue cause – ha spiegato Brandoni – saranno date prescrizioni anche sulle emissioni e poste le opportune azioni correttive in sede di Aia». Secondo il capogruppo democratico Franco Federici «il sindaco è venuto meno al principio di precauzione. Si vedeva da subito che non era la solita esalazione. Non è stata data nessuna comunicazione alle scuole, alle società sportive, agli anziani. È mancata, insomma, la comunicazione necessaria che un'amministrazione attenta avrebbe dovuto fare. Non sappiamo a tutt’oggi cosa abbiamo respirato né i danni alla salute che abbiamo subito".

Brandoni: «Se ho sbagliato lo dirà la Magistratura»

Il primo cittadino falconarese è tranquillo. Ha ribadito in consiglio di aver fatto il possibile di concerto con gli altri enti (Arpam, Asur e Protezione Civile) e, anche alla luce del fascicolo aperto dalla Procura, che «stabilire cosa abbiamo respirato non spetta al sindaco ma alle autorità sanitarie. Un giorno sapremo la verità, io ritengo di essere con la coscienza a posto. Se ho avuto responsabilità lo dirà la magistratura».  Poi, tornando sulla Commissione dei veleni, ha detto di essersi sentito «ferito dalle parole che ho udito. Mi va bene che insultino me ma non i tecnici che erano seduti qui. Mi sta bene che mi si accusi di essere filo Raffineria ma non che i tecnici siano al soldo dell’Api. Protezione Civile, Arpam e Asur hanno lavorato con serietà e professionalità. Sono servitori dello Stato. A un mese e mezzo dalle elezioni si può dire e fare di tutto ma il loro parere va rispettato». 

Polita (Cic/Fbc) mozione respinta, passa la mozione di maggioranza

All’ordine del giorno anche la mozione presentata da Falconara Bene Comune / Cittadini in Comune per dire no alla richiesta della Raffineria di variante al Prg. Secondo gli attivisti Api punta a trasferire gli uffici nella zona sud, a ridosso di via Monti e Tognetti, o nell’ex caserma Saracini. «Di contro - ipotizzano i Comitati - nell’area di fronte a Fiumesino, Api potrebbe realizzare anche altri serbatoi». Pronta la contromozione della maggioranza che non accorda la variante e subordina qualsiasi intervento al prg «al perseguimento di una politica industriale innovativa e ambientale e, in ogni caso, a una consistente riduzione delle emissioni». Si gioca sui vocaboli ma la sostanza resta. La maggioranza vota il suo documento (che passa), l’opposizione  vota quello della Polita (che viene respinto). La campagna elettorale è ufficialmente iniziata.

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