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Apertura scuole, Acquaroli con i piedi di piombo: «Rischiamo di compromettere tutto»

Per il Presidente della Regione Marche la riapertura delle scuole il 7 gennaio rischia di avere un pesante impatto sulla curva epidemiologica

Repertorio

«Ritengo che la riapertura delle scuole possa avere un impatto enorme sulla curva epidemiologica se non accompagnata da una serie di accortezze come il trasporto pubblico, gli assembramenti alla salita o discesa dai pullman e l’accesso differenziato negli istituti». Parole del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, sulla possibile riapertura delle scuole a partire dal 7 gennaio. «Rischiamo di compromettere tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi, proprio nel momento in cui con il vaccino vediamo la luce in fondo al tunnel- continua il governatore- rischiamo di spingere di nuovo le nostre strutture sanitarie nell’emergenza assoluta». Il richiamo di Acquaroli è quello all’equilibrio. «Cosa diversa- continua il governatore- è fare tutte quelle attività che possono essere svolte in modo distanziata. Ho sempre pensato che quello che poteva restare aperto nel rispetto nelle norme e della sicurezza poteva restare tale. L’impatto psicologico ed economico può diventare importante come quello sulla sicurezza». 

A margine della conferenza stampa sul completamento della Pedemontana, Acquaroli ha parlato anche delle difficoltà che vivono gli impianti sportivi, la ristorazione, il commercio e le attività produttive. Per questi settori, il governatore spera nella riapertura, sempre con un richiamo all'equilibrio: «Mi è stato chiesto perché le strutture non sono ancora aperti visto che è invece possibile fare attività sportiva nella scuola primaria- ha detto il presidente- è difficile rispondere a un imprenditore che in un anno ha lavorato 3 mesi, ha investito in sicurezza e oggi non può fare nulla. Se lavorare in modo iper-contingentato e in massima sicurezza viene impedito, allora è difficile per l'imprenditore supportare il peso della crisi. Davanti a una chiusura totale per 6 o 7 mesi qualunque attività, nonostante i ristori, va in difficoltà. Non chiediamo il “rompete le righe”, ma mettere in campo il buon senso per non pregiudicare la ripresa»
 

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