Domenica, 13 Giugno 2021
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Comune, al timone il commissario Corona: "Qui per l'ordinaria amministrazione"

Lo ha detto ieri mattina il nuovo commissario del Comune di Ancona. Corona deve assicurarsi che la macchina continui a funzionare. I problemi strutturali - ha specificato - saranno pane per il prossimo consiglio comunale eletto

Antonio Corona

Il Commissario “ha responsabilità che la macchina amministrativa continui a funzionare”,  ha detto Antonio Corona, il nuovo commissario prefettizio di Ancona. A breve dovrebbe diventare “straordinario” e lasciare Chiaravalle per dedicarsi completamente al capoluogo marchigiano. Avrà il potere di sindaco, giunta e consiglio comunale. Oggi, in una conferenza stampa, ha presentato la sua squadra: Grazia Branca (Viceprefetto Aggiunto), Francesca Montesi e Caterina Grechi (Segretario Comunale). Una squadra che non dovrà risolvere approfonditamente i problemi della città perché “quelli li deve risolvere la città”, ovvero la prossima amministrazione eletta dai cittadini.

Di cosa si occuperà Corona dunque? Primo atto firmato è la variante parziale alle destinazioni d’uso del Prg vigente.  Un atto a cui la scorsa Giunta aveva lavorato per molto tempo. Con questa firma Corona non avvia la variante, ma ne consente l’avanzamento dell’iter burocratico. La partenza effettiva sarà poi compito del prossimo consiglio comunale. Una variante che, tra le tante cose, prevede: revisione e redistribuzione delle zone residenziali, possibilità di utilizzo dell’unità immobiliare destinata al commercio anche per l’artigianato di servizio, realizzazione di orti urbani destinati al solo autoconsumo.

Non ha detto in modo definito fino dove potrà arrivare con le questioni lasciate insolute dall’ultimo governo dorico. Però alcuni paletti li ha posti. Sulla fusione tra fondazioni Stabile e Muse, Corona ha detto che, se gli sarà imposta una decisione, la prenderà ma che se non ci sarà una urgenza non adotterà necessariamente un provvedimento. Più chiaro sul bilancio: “Le spese correnti si finanziano con entrate correnti e non con entrate straordinarie”. Su questo ha fatto riferimento a chi pensa di poter finanziare la spesa corrente con le alienazioni dei beni, paragonandoli ad un ceppo di legna che brucia ma poi finisce. Sulla sicurezza non si è spinto molto oltre ma, pensando alla sua città (Roma) ha detto che ad Ancona “non succede nulla”. Non si può prevedere tutto, per lui, e ha sottolineato come i problemi non sono tanto i fatti isolati, ma l’ipotesi di infiltrazioni di organizzazioni. Su quello bisogna vigilare e fare prevenzione.

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