Lunedì, 14 Giugno 2021
Gabriella Tripoli
Politica

Unioni gay, Tripoli (Pd): "Ora entriamo nel merito della questione"

Queste le parole di Gabriella Tripoli, a proposito della discussione sulla mozione presentata dal gruppo consiliare SEL per la richiesta di trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

A proposito della discussione sulla mozione presentata dal gruppo consiliare SEL per la richiesta di trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso vorrei precisare alcune cose:

Scrivere “primo sì del Comune ai matrimoni gay” o “validi i matrimoni omosex” è un messaggio fuorviante in quanto non rientra nelle competenze del Consiglio Comunale stabilire la validità o meno del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Tale materia è di esclusiva competenza parlamentare, come sottolineato anche da diverse sentenze in merito, e come si evince dall’art. 12 della CEDU e dall’art.9 della Carta di Nizza. 
Il Consiglio Comunale di Ancona sarà chiamato a pronunciarsi sulla possibilità di trascrivere sul registro di stato civile un atto di matrimonio celebrato all’estero tra due cittadini italiani dello stesso sesso, tenendo presente, però, che tale trascrizione non produrrebbe alcun effetto giuridico per gli interessati “in ragione della sua non riconoscibilità come atto di matrimonio nell’ordinamento giuridico italiano” (Corte di Cassazione Sent. 4184/2012). 

E’ chiaro quindi che il fine che ci si prefigge, per lo meno per quanto mi riguarda, con l’ avvio di  una discussione in merito, è quello di evidenziare quanto sia necessario ed urgente un pronunciamento del Legislatore in materia di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, e quanto possa risultare utile lanciare, anche da Ancona, dei segnali forti  che riescano a sollecitare l’approvazione di una legge in proposito. Non è infatti accettabile che, per colmare lacune legislative su temi legati al riconoscimento dei diritti civili, debbano essere chiamati a pronunciarsi i Sindaci o i Giudici creando inevitabili disparità di trattamento fra cittadini in ragione della diversa collocazione geografica.

Per concludere vorrei aggiungere che, considerata la portata delle questioni, trovo piuttosto riduttivo limitare il dibattito all’esito della votazione in I Commissione, tenuto conto, per altro, che i pareri espressi dalle Commissioni non sono in alcun modo vincolanti per i lavori del Consiglio Comunale.  

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