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Rubini (AIC): «Conerobus paga errori di gestione della dirigenza e scelte sbagliate dell'Amministrazione»

Per il candidato sindaco di Altra Idea di Città il rischio è che per l'azienda di Tpl possa riemergere lo spettro della privatizzazione

NCONA- Il candidato sindaco di Altra Idea di Città Francesco Rubini esprime preoccupazione per le difficoltà finanziarie in cui versa Conerobus. «La situazione di Conerobus è molto grave, questo lo afferma la stessa amministrazione comunale. Il debito è di 14 milioni di euro, tanto che il Comune ha deciso di anticipare due milioni e mezzo che dovrebbero arrivare dallo Stato nei prossimi mesi, ma questo anticipo non risolve i problemi ma semplicemente sposta la questione tra qualche mese, cioè ad elezioni finite- commenta Rubini-. Gli anni di Covid, gli aumenti dei carburanti, hanno messo in estrema difficoltà tutto il trasporto pubblico nazionale, ma la Conerobus ne esce ancor peggio delle altre perché dietro a questa situazione si vogliono nascondere i gravi errori di gestione della dirigenza Conerobus e delle scelte sbagliate dell'amministrazione comunale». Il candidato sindaco spiega che «la direzione di Conerobus in questi ultimi anni ha preferito implementare le assunzioni negli uffici anche con parametri molto alti (ingegneri), siamo alla soglia di cinquanta impiegati (la vecchia ATMA prima della fusione ne aveva nove ed erano considerati troppi) con una costante diminuzione degli autisti. Nonostante un incremento di amministrativi la direzione Conerobus ha costantemente fatto ricorso a consulenze esterne che nel 2010 avevano un costo di 187mila euro arrivando nel 2021 a 360mila euro. Per recuperare produttività si punta solo ed esclusivamente sul personale viaggiante, a cui nel corso degli anni sono stati tolte giornate di riposo e sono scomparsi tutti i premi dati dall'aumento dei carichi di lavoro. Va considerato poi che durante il Covid gli autisti hanno dato la massima disponibilità e flessibilità per lo svolgimento del servizio, la maggior parte delle aziende ha dato un premio economico ai loro dipendenti, la Conerobus nulla solo preoccupazioni per il futuro dell'azienda. Le officine hanno subito fortissime riduzioni dell'organico a fronte di un parco mezzi vetusto che invece richiede interventi sempre più frequenti. Per far fronte a questa necessità la direzione Conerobus preferisce conferire i lavori di manutenzione dei mezzi a ditte esterne con costi elevatissimi per le casse aziendali e lunghi fermi macchina. I lunghi fermi macchina poi causano disservizi perché poi non ci sono i mezzi per effettuare il servizio e ad oggi capita sempre più spesso che non si effettuano corse a causa della mancanza di bus».

Rubini ricorda anche la gara di appalto delle pulizie «che ha determinato un cambio della ditta e le condizioni igieniche dei bus sono nettamente peggiorate. La Conerobus nel corso degli ultimi 7 anni ha speso più di 140mila euro per comunicazione e pubblicità come se non sapesse che per attirare passeggeri servono politiche che permettano ai bus di essere competitivi rispetto ai mezzi privati, invece le scelte del Comune di Ancona vanno esattamente nel senso opposto, si tolgono corsie preferenziali e quelle esistenti sono continuamente bloccate dai mezzi privati, si incentiva la sosta privata in centro, si realizzano parcheggi come il nuovo San Martino. Si è creato traffico dove una volta non esisteva, la corsia ciclabile (fatta male) in via Marconi in alcuni orari costringe il bus a lunghissime attese (fino a 15 minuti per percorrere quel tratto). Dunque, a fronte di scelte sconsiderate dell'amministrazione comunale e della direzione aziendale i lavoratori sono fortemente preoccupati e lo spettro della privatizzazione riemerge sotto forma di incubo».

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