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Privatizzazione Conerobus, bagarre in consiglio: seduta sospesa

Presenti numerosi dipendenti della Conerobus per dire no alla privatizzazione dell'azienda. Il Comune sta valutando l'ipotesi di mettere sul mercato le quote di maggioranza per far rientrare nelle casse comunali circa 15milioni di euro

Bagarre in Consiglio comunale e la seduta viene sospesa. Ad infiammare i banchi del Consiglio la questione Conerobus e l'ipotesi privatizzazione. Presenti ieri in aula, numerosi dipendenti della società di trasporti in presidio per dire no alla privatizzazione dell'azienda. Il Comune sta infatti valutando l'ipotesi di mettere sul mercato le quote di maggioranza di Conerobus per far rientrare nelle casse comunali circa 15milioni di euro.

Il battibecco è nato tra il sindaco Valeria Mancinelli e il consigliere Sessantacento Stefano Tombolini. Il primo cittadino stava rispondendo all'interrogazione urgente di Francesco Rubini riguardo Conerobus, quando Tombolini con toni accesi, ha cominciato a protestare in quanto il sindaco non ha rispettato il tempo a disposizione per rispondere alla delicata questione. Alla fine la Mancinelli ha proposto di incontrare in un'altra stanza i lavoratori di Conerobus per terminare la sua risposta. I dipendenti hanno accettato e così,  il Consiglio è stato sospeso.

Il Sindaco ha prima rassicurato che ogni decisione passerà in Consiglio comunale poi ha spiegato i fatti. «La gara per l'affidamento del trasporto pubblico locale nella provincia di Ancona ci sarà e sarà entro l'anno quindi dicembre 2015. Bisogna porsi il problema di come affrontare quella scadenza. Difficilmente Conerobus riuscirà a vincere la gara in quanto dovrà avere a disposizione 6 milioni di euro che dovranno essere investiti nel rinnovo del parco rotabile e al momento non è nelle condizioni di disporre di quella cifra».

Dunque la necessità di cercare un partner industriale forte affinché investa i 6milioni di euro necessari. Nell'aria aleggia il nome dell'azienda BusItalia. Preoccupati delle conseguenze i lavoratori e i sindacati che li rappresentano. Il trasporto pubblico locale potrebbe subire delle modifiche in negativo. Il trasporto pubblico garantisce la socialità, invece un imprenditore privato penserà soprattutto a fare business. Un'azienda che vuole fare interessi potrebbe non interessarsi a collegare le periferie o a dare un servizio adeguato alle fasce più deboli della popolazione come ad esempio gli anziani. Inoltre, se il Comune dovesse vendere tutte le sue quote, uscirebbe dall'assetto societario, non ci sarebbe più collaborazione ma paternariato.

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