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Anci Marche: "Gli enti locali sono in rivolta contro la tesoreria unica"

Andrenacci, Anci Marche: "Non possiamo essere daccordo, ma dal governo nessuna apertura"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Non piace ai comuni il provvedimento del governo Monti che definisce una tesoreria unica per gli enti locali. Nonostante i numerosi incontri il governo non farà nessun tentativo di revisione e Regioni, Province e Comuni dovranno spostare i loro accantonament sul maxi conto corrente dello Stato, quello dove transitano tutti i pagamenti dell'amministrazione centrale e serviranno per ridurre le emissioni di titoli di Stato: gli enti locali dovranno accontentarsi di un tasso d'interesse dell'1%.

"Ancora una volta - dice Mario Andrenacci, presidente di Anci Marche - si chiedono sacrifici ai comuni e questo provvedimento della manovra è un modo di fare cassa ancora una volta a spese degli enti locali che hanno invece sempre dimostrato capacità di gestione virtuose". La disposizione governativa prevede che entro tre mesi vengano trasferiti alla Tesoreria dello Stato i soldi provenienti dai tributi propri degli enti locali e quindi le entrate dirette del Comune, finora versate nelle banche locali, dovranno essere obbligatoriamente alla banca centrale di Roma.

"Con il ritorno al vecchio sistema di tesoreria unica - spiega Andrenacci - gli enti locali non avranno più disponibilità diretta delle proprie risorse. Le conseguenze economiche e finanziarie porteranno un minor introito a favore del Comune stesso, in ragione dei minori tassi applicati dalla Banca d'Italia, oltre un prevedibile rallentamento in termine di pagamento a favore dei fornitori, in quanto si dovrà avere il benestare da Roma".

La Tesoreria è il cassiere dello Stato e, come tale, provvede agli incassi e ai pagamenti relativi alla gestione del Bilancio dello Stato e, con l'introduzione della tesoreria unica, svolge anche le funzioni di banchiere degli Enti tenuti a depositare le loro disponibilità su conti di tesoreria.

"Il presidente nazionale Delrio - conclude lo stesso Andrenacci reduce dal vertice nazionale di Napoli - ha chiesto di sospendere la norma o almeno di farla durare al massimo fino al 2013, riconoscendo ai Comuni i circa 300 milioni di minori entrate per interessi che il trasferimento delle tesorerie provocherà, ma dal governo abbiamo registrato una sostanziale chiusura. Il governo non ha intenzione di rivedere la misura che ci è stata spiegata con ragioni di interesse più generale."

 

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