Castelfidardo al ballottaggio, Ascani: «Reddito di cittadinanza e via Equitalia»

Intervista a Roberto Ascani, candidato a sindaco per il Movimento 5 Stelle il prossimo 19 giugno contro Henry Adamo. «Un esperto esterno per l'assessorato al Bilancio»

Roberto Ascani, candidato a sindaco per il Movimento 5 Stelle

La vera sorpresa del ballottaggio fidardense. Un po’ grazie al doppio suicidio in casa del centrosinistra, unito in Regione ma diviso in città con le candidature di Lara Piatanesi (Pd con tanto di simbolo) e Lorenzo Catraro (Uniti per Castelfidardo, senza simbolo dem ma con la giunta Ceriscioli a sostenerlo). E un po’ grazie a un approccio morbido, lontano anni luce dalle urla anti casta che si vedono in tv o su scale nazionale. Il che, in quel di Castelfidardo, ha permesso al Movimento 5 Stelle di crescere nel tempo: 2113 voti del primo turno contro i 1510 dello scorso anno alle Regionali. «Davvero non mi aspettavo questo entusiasmo – esulta Roberto Ascani, 38 anni, consulente web marketing – Rispetto alle Regionali avevamo previsto un passo in avanti ma non pensavamo di arrivare a così poco distacco da Solidarietà Popolare».

A cosa è dovuta la vostra crescita?

«Credo che sia stata premiata la nostra campagna elettorale volutamente non aggressiva. Solidarietà Popolare in città gode di buona stima. Sono stati commessi alcuni errori ma nel complesso ha gestito in maniera abbastanza parsimoniosa la cosa pubblica. Non sono stati accesi mutui, né fatte spese eccessive. Gliene va dato atto. Tra l’altro nell’ultima legislatura hanno appoggiato diverse nostre proposte».

Tutto bene, allora?

«No, penso a diversi bandi di gara. Adamo, oltre a dire che non farà il sindaco a tempo pieno, ha confermato le scelte della precedente amministrazione fatte sempre al massimo ribasso. Si risparmia ma spesso si fanno opere scadenti oppure arrivano aziende da fuori regione che non sono affidabili. Una linea che abbiamo contestato dall’esterno. Il tutto però veniva avvertito come la solita critica senza costrutto. Meglio spiegare le nostre proposte, piuttosto che attaccare. Come è nata la mia candidatura? Sono stato scelto per l’attivismo e per le mie competenze in campo informatico». 

Il M5S non fa apparentamenti ma quale elettorato potreste attirare?

«Dalla lettura degli altri programmi ho trovato punti in comune con il Pd e con la Sinistra Unita di Amorino Carestia. Con la lista di Catraro non c’è nulla in comune, invece. Non è la nostra preoccupazione, comunque. Cercheremo con i soliti mezzi, con la piazza, cercando di parlare alla gente dei nostri temi e marcare le differenze con Solidarietà Popolare. Due punti su tutti: reddito di cittadinanza locale e abolizione di Equitalia. Castelfidardo, come tanti altri Comuni, è ancora legata a Equitalia che produce 1/5 delle sue cartelle nulle per vizi di forma o somme non dovute. Un spa che deve fare utile. Da chi andare? Questo aspetto è da valutare ma ci vorremmo affidare a un ente o un’azienda partecipata dal Comune che riesca a incontrare il contribuente in maniera più soft. A Castelfidardo sono triplicate le persone che vanno a prendere un pasto alla Caritas. Un segnale preoccupante. Serve una riscossione coscienziosa che comprenda le situazioni dei cittadini». 

Ha già in mente la sua giunta in caso di vittoria?

«Stiamo definendo i nomi. La linea comune, visto che abbiamo in lista persone imparentate tra loro, è quella di non dare incarichi all’interno della stessa famiglia. Guardiamo alle competenze. Siamo coperti all’80%. Ci manca un esperto per l’assessorato al Bilancio che quindi sarà esterno. Ho già individuato una persona vicina al Movimento e sono in attesa di una sua risposta. Se non dovesse essere disponibile, proveremo a fare un bando aperto per i cittadini. In altri comuni è stato attuato. Hanno raccolto curricula e valutato i candidati. Ovvio deve sposare il nostro programma. Siamo tutti alla prima esperienza amministrativa e abbiamo bisogno di tenere unito il gruppo sulle nostre proposte. Prendere persone di competenza ma non salde sui principi del Movimento potrebbe essere un problema». 

Un pregio e un difetto di Adamo?

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«Adamo è una persona umile e rispettosa e lo ha dimostrato in campagna elettorale. Tuttavia vede la macchina amministrativa un po’ troppo come un’azienda, anziché farla lavorare per il pubblico. Nell’ultimo periodo la maggioranza si è troppo adagiata sugli allori. Avrebbero potuto fare opere pubbliche nell’ottica della qualità e fare più eventi». 

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