Politica

Amici dell’Inrca: “Dal Sindaco silenzio assordante sul geriatrico”

Il presidente dell’associazione Aldo Tesei: “L’Inrca è più di un presidio ospedaliero per anziani, il suo valore è soprattutto quello della ricerca, sia clinica che biologica che farmaceutica”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Preoccupante il silenzio del sindaco Valeria Mancinelli durante il Consiglio comunale di lunedì scorso”. Così il presidente dell’Associazione “Amici del geriatrico – Inrca”, Aldo Tesei, commenta il Consiglio comunale aperto di lunedì 14 aprile sul tema Sanità. “Trovo grave - continua il presidente dell’associazione - che il sindaco di Ancona non abbia preso la parola nel lungo dibattito in aula, in particolare dopo l’intervento dell’assessore regionale alla Salute Mezzolani, che ha tracciato un quadro di progressivo impoverimento dei servizi socio-sanitari e delle grandi opportunità che Ancona ha, dove la tradizione e la competenza sanitaria ed ospedaliera è la più antica e la più alta delle Marche, compresa la pediatria, lasciata in stato di abbandono, ma anche dei servizi ordinari indispensabili. Al sindaco Mancinelli ricordo che è proprio nei momenti politici e impegnativi che un leader non può tacere quando si discute dei progetti fondamentali per la sua popolazione, qual è la Sanità delle Marche che trova ad Ancona un punto fermo. Il sindaco non ha il diritto ma il dovere di rivendicare una prospettiva sanitaria adeguata non solo per i cittadini di Ancona ma per i 280 mila del comprensorio”.

L’attenzione di Tesei è rivolta soprattutto alla situazione e al futuro dell’Inrca. “Mi chiedo - riprende - se gli Amministratori di Ancona abbiano davvero interesse a che l’Inrca diventi eccellenza per la geriatria e la ricerca per Ancona, le Marche e l’intero territorio nazionale. Non mi pare sia così dal documento presentato: su 10 pagine, solo 8 righe sono dedicate all’Inrca, che è prima di tutto un istituto di ricerca scientifica specializzata. Scarso interesse mi pare ci sia stato anche da parte dell’assessore Mezzolani che sembra pensare all’Inrca come ad un mero ricovero per anziani. Non mi sembra sia chiaro ancora che l’Inrca - prosegue Tesei - è più di un presidio ospedaliero per anziani, il suo valore è soprattutto quello della ricerca, sia clinica che biologica che farmaceutica. Un’attività che deve essere accentuata. In una società come quella marchigiana e italiana in genere, nella quale si va sempre più verso l’invecchiamento della popolazione, la ricerca condotta sugli ultrasessantacinquenni significa migliorare la qualità della vita dell’intera società. Se ritardo l’insorgere dell’Alzheimer, per esempio, non ne beneficia solo l’anziano, ma anche la sua famiglia e il servizio sanitario, che spende meno, e dunque la comunità. In questo senso l’ospedale dell’Inrca è necessario perché per fare ricerca servono i pazienti. Pazienti che devono essere anche quelli delle oltre 100 case protette presenti nella regione.

L’Inrca deve allargarsi sul territorio, coinvolgendo i medici di famiglia. Per questo - conclude Tesei - chiedo ancora una volta se il nuovo Inrca previsto all’Aspio, che si prepara ad essere un nuovo ospedale di rete che dovrà servire un bacino di 280 mila utenti da Falconara a Loreto, compresa Ancona, essendo l’ospedale di Torrette destinato all’alta specialità, sia in grado di rispondere all’obiettivo primario dell’Inrca. Secondo l’attuale progetto, sul quale ho avuto modo di confrontarmi con i medici, la nuova struttura dell’Inrca all’Aspio non sarà in condizione di operare ai massimi livelli, allora sì diventerà davvero solo un centro per l’assistenza degli anziani, seppure a cinque stelle. Se ci fosse stata data l’opportunità di intervenire in aula lunedì l’avrei chiesto. Ma alla mia lettera di richiesta di intervento, inviata l’8 aprile scorso al presidente del Consiglio comunale Milani, al sindaco Mancinelli e al presidente della commissione Sanità in Consiglio regionale, Busilacchi non è mai stata data risposta”.

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