Amianto nelle macerie del sisma, Bisonni: «Risposta dell'assessore insoddisfacente»

Così il consigliere regionale Sandro Bisonni, in risposta all'interrogazione sulla presenza dell'amianto nelle macerie del sisma

foto di repertorio

«Cinque i quesiti rivolti rivolti al Presiente della Giunta ed all’assessore competente. Il consigliere, non soddisfatto della risposta ricevuta in aula ricorda che a livello nazionale, dopo 25 anni dalla messa al bando dello stesso amianto, i siti censiti sono 33.610, la cui massima concentrazione si registra nelle regioni Marche ed Abruzzo. Evidenziati gli effetti negativi per la salute». Così il consigliere regionale Sandro Bisonni, in risposta all'interrogazione sulla presenza dell'amianto nelle macerie del sisma. 

Oggi si è discussa in aula consiliare l’interrogazione del consigliere regionale Sandro Bisonni incentrata sull’eventuale presenza di amianto, nelle macerie del terremoto, situate nel deposito temporaneo del Cosmari. Bisonni si è dichiarato insoddisfatto della risposta formulata dall’assessore Angelo Sciapichetti. Il consigliere chiedeva di sapere se l’Arpam era a conoscenza del deposito all’aperto ed eventualmente come sia intervenuta a riguardo «se il protocollo per la gestione corretta delle macerie prevedeva o meno questo stesso tipo di depositi - spiega - anche temporanei, presso il sito del Cosmari; per quale motivo non sono state trattate esclusivamente in opifici pressurizzati e se sono state, in forma preventiva, lavate e pretrattate al fine di eliminare le eventuali polveri di amianto. Infine, nell’atto si chiedeva se la gestione futura delle macerie nel sito in questione preveda o meno il loro trattamento  negli opifici di cui si faceva cenno».

«Sono ormai 25 anni – continua Bisonni – che l’amianto è stato messo al bando eppure i dati del Ministero dell’ambiente sono allarmanti. La presenza di eternit o cemento amianto è ancora forte nelle scuole, negli ospedali, nelle residenze per anziani, così come nelle aree residenziali ed industriali, sia attive che dismesse. E’ noto che le fibre e le polveri, se inalate, sono cancerogene e responsabili di diverse e gravi patologie. Detto questo, nell’interrogazione si fa presente che la potenza distruttiva del terremoto del 2016 haprodotto tonnellate di macerie, che ora devono essere smaltite e che contengono frazioni disomogenee di materiali per la cui rimozione sono previste procedure particolari e definite. Quando parliamo di amianto dobbiamo tutti essere consapevoli che il rischio zero non esiste e pertanto in ogni caso (anche nel pieno rispetto delle regole) la scelta del luogo è inopportuna perché troppo vicino a centri urbani. Le macerie potevano essere trattate, anche dalla stessa Cosmari, ma in un sito dedicato ed isolato».

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"Apprendiamo da notizie di stampa - conclude - che ad oggi tra le 295 mila tonnellate di macerie trattate sono state trovate 42 tonnellate di materiale contenenti amianto. Il Cosmari riceve 50 euro/tonnellata per le macerie e la stima minima è che si tratteranno almeno 695 tonnellate complessivamente per un valore di circa 35 milioni di euro. Altre stime parlano di milioni di tonnellate da trattare. Questo importante e utile lavoro deve però essere ovviamente fatto con il massimo scrupolo e nel rigoroso rispetto delle regole e delle normative volte a tutelare la salute delle persone. Per tali motivi mi auguro da parte di tutti ci sia il massimo impegno e il massimo controllo e continui in futuro, su questo tema che non può e non deve essere sottovalutato».

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