Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Afghanistan in mano ai talebani, nelle Marche mozione per "azioni concrete di solidarietà»

La presenterà il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini

Foto Ansa

Una mozione per "prendere l'impegno formale per azioni concrete di solidarietà ed accoglienza per i profughi e, in particolare, per le profughe afghane". La presenterà il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini: "Siamo infatti ben consapevoli di come il ritorno del regime talebano significhi l'instaurarsi di un contesto che sarà spietato in linea generale, ma ancor più nei confronti della popolazione femminile che verrà colpita in modo drastico con la perdita di ogni diritto fin qui faticosamente raggiunto", spiega il presidente dell'assemblea. Latini non manca di ricordare come lo spirito di accoglienza e di aiuto incondizionato verso chi si trova in difficoltà sia uno degli aspetti peculiari della terra marchigiana, ribadendo come l'istituzione dell'Assemblea legislativa debba essere lo specchio di questi valori in cui la collettività si riconosce. "A tal proposito- puntalizza Latini- ci mettiamo fin d'ora a disposizione per integrarci con tutte le realtà di carattere nazionale e locale che in queste ore si stanno organizzando per creare una rete di solidarietà e soccorso, convinti che tutte le Istituzioni debbano collaborare per garantire il migliore aiuto possibile in questa fase di drammatica emergenza". In questo momento, nota infine Latini, "stiamo assistendo ad una crisi politico-umanitaria dai risvolti gravissimi e come massima istituzione regionale abbiamo il dovere morale di non restare fermi a guardare, bensì di prendere una netta posizione, affermando con forza l'inalienabilità dei diritti umani e mettendoci a disposizione per offrire tutto il supporto e la solidarietà possibile alla popolazione afghana".

La commissione regionale pari opportunità delle Marche, presieduta da Maria Lina Vitturini, si associa all'appello della Conferenza nazionale degli organismi di parità, che esorta ad attivare tutti gli strumenti istituzionali, politici, diplomatici per un piano di corridoi umanitari e di accoglienza che limiti la crisi in atto. "La comunità internazionale- si legge nel documento- deve assumersi l'impegno di impedire la violazione dei diritti e delle libertà fondamentali, in parte e faticosamente conquistati negli ultimi 20 anni, nonostante le rassicurazioni del nuovo regime, poco credibili se rapportate ai fatti". Dopo aver fatto riferimento a quanto dichiarato, in questo senso, dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres e dal presidente del Consiglio Mario Draghi, viene chiesto anche al governo della Regione Marche, nell'ambito delle sue competenze "un impegno forte affinché questo appello abbia la giusta considerazione e in modo che alla Commissione pari opportunità vengano forniti gli strumenti per prendere in carico direttamente la questione a livello regionale, ponendola come punto di riferimento per tutte le associazioni che intendono dare supporto a donne, bambine e bambini afgani nelle Marche, offrendo condivisione progettuale, coordinamento di rete, ma anche collaborazione attiva".

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