Acquaroli definisce mediocre il personale sanitario, l'ira di Mangialardi: «Si scusi subito»

«È una vicenda che ha davvero dell'incredibile: ci vuole un bel coraggio per definire mediocre il personale sanitario dei nostri ospedali»

Maurizio Mangialardi e Francesco Acquaroli

ANCONA - Secondo Francesco Acquaroli, il candidato dell'estrema destra alla presidenza della Regione Marche, i servizi socio-sanitari marchigiani possono essere migliorati «investendo nel personale mediocre delle diverse professioni sanitarie». È quanto si evince dal suo programma elettorale al capitolo "Sanità e sociale di qualità per tutti". Una definizione, quella di «mediocre», che non è passata inosservata e ha fatto indignare tanti operatori della sanità. 

«Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di tante lavoratrici e lavoratori del mondo della sanità - esclama il candidato alla presidenza della Regione Marche Maurizio Mangialardi - sorprese e arrabbiate per tanta mancanza di rispetto nei loro confronti. È una vicenda che ha davvero dell'incredibile: ci vuole un bel coraggio per definire mediocre il personale sanitario dei nostri ospedali. Evidentemente Acquaroli non ha sentito l'esigenza di manifestare solidarietà e di verificare le difficili condizioni di lavoro in cui tanti medici, infermieri e personale sanitario si sono ritrovati a combattere in prima linea contro il Covid19, salvando centinaia di vite umane a rischio della loro. Si sarebbe facilmente reso conto di quanta professionalità, competenza e umanità ci sia lungo le corsie delle nostre strutture sanitarie. Acquaroli farebbe bene a scusarsi».

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«Noi abbiamo un'idea completamente diversa - aggiunge Mangialardi - che parte dalla necessità di riconoscere a medici, infermieri e personale sanitario il loro fondamentale valore professionale. Farlo significa varare un adeguato sistema di premi e incentivi, ma anche potenziare la pianta organica dei nostri ospedali, per consentire una adeguata copertura dei servizi ed evitare sovraccarichi di lavoro disumani. Su questo aspetto si è già intervenuti nei mesi scorsi; sarà però necessario ritornarci per implementare ulteriormente la pianificazione delle assunzioni. Non solo. Nel ripensare la sanità regionale, credo sia necessario fare tesoro dell’esperienza: ho già detto della volontà di intervenire per formare qui nelle Marche il personale medico, ma ciò vale naturalmente anche per quello infermieristico. Anzi, a maggior ragione se pensiamo a un nuovo modello sanitario che intende ridisegnare i servizi più vicini alle comunità e al territorio».

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