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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Politica

Terremoto, Acquaroli invoca Draghi sul credito d’imposta negato alle imprese

Il Governatore ha chiesto un intervento chiarificatore del Premier sul credito d’imposta negato alle imprese che risiedono lungo il cratere del sisma

L'Unione europea avrebbe rifiutato l'autorizzazione alla proroga del credito d'imposta per l'anno 2021: il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e l'assessore alla Ricostruzione, Guido Castelli, chiedono l'intervento del Governo nazionale. L'allarmante notizia che, se confermata -scandiscono dalla Regione con una nota-, produrrebbe un danno gravissimo all'economia delle aree devastate dal terremoto, si è diffusa in queste ultime ore generando grande preoccupazione tra le imprese del cratere del sisma 2016.

«Chiederò al premier Draghi di intervenire presso l'Unione europea- dichiara Acquaroli all’agenzia Dire- affinché possa essere accordata una proroga che, tra l'altro, riguarda una misura regolarmente approvata dal Parlamento e sulla cui operatività confidavano centinaia di imprenditori del cratere impegnati in progetti di rilancio delle proprie attività aziendali. Inutile pensare alla rigenerazione socio-economica del territorio afflitto dal sisma quando poi le aziende vengono colpite in maniera così grave ed imprevista. Prima ancora che una misura di sostegno alle imprese, queste circostanze rischiano di minare la credibilità del sistema».

Chiarisce l'ex sindaco di Ascoli: «La Legge numero 106 del 23 luglio 2021 di conversione del Decreto legge così detto 'Sostegni bis' numero 73/2021 aveva disposto la proroga al 31 dicembre 2021 del credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali effettuati dalle imprese localizzate nei Comuni del sisma. Una misura particolarmente efficace di cui la Regione Marche aveva perorato l'estendimento anche al 2022». L'operatività dell'incentivo, spiega ancora Castelli, «Era però subordinata ad un'autorizzazione della Commissione europea visto che una prima autorizzazione, concessa il 6 aprile 2018, era scaduta lo scorso 31 dicembre 2020. Per l'attuazione della proroga per il 2021, pertanto, era necessaria un'ulteriore autorizzazione da parte della Commissione europea che, pare, non verrà concessa».

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