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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Villa Igea non è più disponibile, nelle Marche abortire è sempre più difficile

A lanciare l’allarme è la consigliera regionale del Partito Democratico Manuela Bora che chiede un intervento immediato della giunta Acquaroli per dare risposte alle donne, soprattutto dell'area territoriale di Ancona, che voglio intraprendere il percorso di interruzione volontaria di gravidanza

ANCONA - Nell’area territoriale di Ancona non ci sono strutture disponibili a garantire le sedute dedicate al percorso di interruzione volontaria di gravidanza. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale del Partito Democratico Manuela Bora.

«È scandaloso e direi oltremodo imbarazzante il silenzio assordante e l’assoluta indifferenza della Regione Marche rispetto al venir meno della disponibilità della Casa di Cura Villa Igea a garantire le sedute dedicate al percorso di interruzione volontaria di gravidanza, in collaborazione con il Consultorio Familiare di Ancona e l’AST 2- dichiara la Bora-. Una collaborazione di anni che si conclude a causa di sopraggiunte e legittime necessità riorganizzative della struttura sanitaria privata, necessità che ad ogni modo non giustificano la completa immobilità e inoperatività di chi ha il dovere di trovare soluzioni alternative e immediate».

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La consigliera regionale dem attacca. «Perché alla comunicazione improvvisa e tanto più inaspettata di Villa Igea, ad oggi, non ha fatto seguito nessuna azione concreta che garantisca e dia continuità ad un servizio previsto dalla Legge 194/78? Legge alla quale, quindi, non viene data piena applicabilità. Se non verranno presi provvedimenti immediati, le conseguenze di questa ennesima non scelta della Giunta Regionale e del Sistema Sanitario Regionale ricadranno interamente sulle numerose donne che vengono per l’ennesima volta lasciate sole in un percorso tanto doloroso quanto difficile da portare a completamento».

La Bora riferisce che soltanto nel 2022 sono state ben 214 le donne inviate a Villa Igea per il percorso IVG. Donne che provengono dai Consultori Familiari di Ancona e Falconara, a cui afferiscono quelle provenienti da tutto l’ex Distretto 7 (Osimo, Castelfidardo, Loreto, Numana, Sirolo, Camerano, Ancona, Falconara, Agugliano, Polverigi, Chiaravalle e Montemarciano), da altre zone della regione o anche da fuori regione, che per necessità lavorative o per scelta personale decidono di rivolgersi a questi Consultori.

«A Villa Igea hanno trovato operatrici e operatori competenti e preparati e un ambiente professionalmente adeguato ed accogliente. Al momento invece - continua la consigliera dem - alle donne che già dai primi di marzo accederanno ai Consultori Familiari di Ancona e Falconara per i colloqui necessari ad avviare il percorso di IVG, non potranno di fatto essere fornite informazioni certe né sulle modalità e le procedure da seguire e tanto meno sui tempi di attesa per la programmazione dell’intervento chirurgico. E verranno congedate con un freddo e poco rassicurante “le faremo sapere”. È impensabile e inaccettabile che non si voglia o non si possa trovare una soluzione al problema al più presto. Il Partito Democratico delle Marche sta già predisponendo i necessari atti di controllo per chiedere e soprattutto capire quali siano le reali intenzioni del Governo regionali e per dare risposte certe a tante donne che meritano di essere aiutate».

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