Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Aborto, minacce contro la Latini. Maurizio Gasparri (Fi): «E' gravissimo»

Anche il senatore Maurizio Gasparri (Fi) commenta la vicenda dei cartelli apparsi sabato contro l'assessore Giorgia Latini

Maurizio Gasparri

«Ai 'custodi' della legalità e della libertà segnalo il fatto che le gravissime minacce a Giorgia Latini, che ha semplicemente chiesto regole più precise per l'uso della pillola abortiva, non hanno ottenuto il risalto e le attenzioni che analoghe minacce, nei confronti di esponenti della sinistra su altri temi, avrebbero ottenuto». Anche il senatore Maurizio Gasparri (Fi) commenta la vicenda dei cartelli apparsi sabato nell'ambito della manifestazione, organizzata in diverse città delle Marche (Macerata, Fano, Jesi, Ancona, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto), da associazioni e collettivi che si battono in difesa dei diritti delle donne e contro le discriminazioni e le violenze di genere. L'iniziativa è stata organizzata dopo che nelle settimane scorse l'assessore regionale all'Istruzione Giorgia Latini si era detta contraria all'aborto lasciando presagire anche possibili modifiche alle normative sulle linee guida che regolano il ricorso alla pillola abortiva nelle Marche. Rispondendo a un'interrogazione in Consiglio regionale Latini, tra le altre cose, ha parlato di necessità di potenziare i consultori ma questo non ha sufficientemente rassicurato molte donne che sabato scorso hanno organizzato un flash mob a difesa della Legge 194 e del diritto all'aborto.

A Macerata, davanti al consultorio, è comparso anche un cartello con scritto 'La storia ce lo insegna. Andiamo a bruciargli la casa' che ha suscitato la reazione di condanna anche del governatore Francesco Acquaroli. Alcune delle attiviste hanno poi chiarito che il cartello faceva riferimento ad un 'meme' ricavato dalla lezione dello storico Alessandro Barbero sul tumulto dei Ciompi dove a 'bruciare', simbolicamente, non è la casa dell'assessore ma i Centri antiviolenza e i consultori. Le polemiche pero' non si sono placate.

«A Macerata è comparsa la scritta: 'la storia ce lo insegna: andiamo a bruciargli la casa' ma la vicenda viene poco citata- conclude Gasparri- Abbiamo visto conduttori e opinionisti insorgere in maniera sdegnata di fronte a casi meno gravi di quello di Giorgia Latini. Perchè è la sinistra che decide tutto in questo paese. Chi è vittima delle violenze e chi non lo è, chi merita solidarietà e chi no. Un'ipocrisia più grave delle minacce stesse. Che vergogna questo silenzio». La stessa assessore leghista oggi è intervenuta sui social ringraziando per il sostegno ricevuto nelle ultime 48 ore. «Siamo liberi di esprimere il nostro pensiero nella dialettica del rispetto del prossimo- dice Latini- Le istituzioni, osservando le leggi, devono sostenere il piu' possibile la donna a scegliere in liberta' e con coscienza, aiutandola psicologicamente ed economicamente».

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