Consiglio Comunale, 60100: “Svelato il segreto dei ‘silenzi’ della maggioranza”

Tombolini: “Loro il dibattito lo fanno nelle riunioni di Maggioranza da cui escono ripieni della certezza che non vi sia nient’altro da aggiungere”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

“Ieri finalmente il capogruppo del Pd primo partito della Maggioranza che sostiene la Mancinelli, ci ha svelato la natura dei silenzi che regnano nei banchi della maggioranza, durante le sedute del Consiglio e nelle Commissioni: loro il dibattito lo fanno nelle riunioni di Maggioranza da cui escono ripieni della certezza che non vi sia nient’altro da aggiungere.

Il Consiglio Comunale, così, diventa per loro un luogo di incontro e socializzazione in quell'ala del Consiglio in cui il compatto gruppo che sostiene la Sindaco,  appare un’incudine costruita su un silente  patto solidale che nessun ragionamento è in grado di scalfire.

Questa profonda dedizione alla causa, ci spiega  anche il “vigore iracondo” che agita il “Sindaco”,  che invece ancora non si  è abituato alla possibilità che qualcuno dissenta dalle sue posizioni,  e la voglia di dibattere, ragionare sui problemi, concepire e comprendere le soluzioni.

Noi, quelli della minoranza, i cosiddetti “vigliacchi”, non ci stiamo, perché veniamo dalla cultura del confronto, operiamo in modo concorrenziale nel mondo del lavoro ed ogni giorno siamo abituati a confrontarci con i problemi, a parlare con il personale ed i dirigenti delle amministrazioni, ad approfondire le questioni in  maniera rigorosa,  perché la partecipazione attività e costruttiva  è il motore del nostro modo di fare.

Se qualcuno pensa di poterci vedere seduti sui banchi del Consiglio per arrotondare lo stipendio e scaldare la sedia, o per poter partecipare alle manifestazioni  istituzionali ed avere un posto nelle prime file , oppure per il vanto effimero di essere “Consigliere Comunale”, allora costoro si sbagliano di grosso.

Sarà meglio che si preparino un “vademecum” dell’insulto gratuito, perché l’insistenza del nostro desiderio di confronto, l’approfondimento dei temi, l’analisi dei problemi, lo studio delle criticità e delle soluzione , è solo all'inizio.

Abbiamo la schiena pronta a portare il peso “leggero” degli insulti che ogni volta segnano per noi la qualità del nostro lavoro. Più il “grande avvocato” si arrabbia , maggiore è l’incisività dei ragionamenti e delle osservazioni.

Ieri, in consiglio, poche e vacue le parole dell’assessore all'urbanistica sul Metro,  vibranti e rabbiosi gli insulti del Sindaco sparati a mitraglia, competenti e professionali le osservazioni dei tecnici, nessun confronto con i colleghi di maggioranza e il pataracchio si è compiuto come da desiderata del Sindaco.

Il tempo ci darà la misura del lavoro di ciascuno.”

Stefano Tombolini (sessantacento)

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