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"Safe Internet day": cyberbullismo, come difendersi in rete

Oggi, martedì 8 febbraio 2022, in oltre cento Paesi si celebra la 19esima edizione del Safer Internet Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della sicurezza in rete

Oggi, martedì 8 febbraio 2022, in oltre cento Paesi si celebra la 19esima edizione del Safer Internet Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della sicurezza in rete. Per l’occasione, il Centro Europeo Consumatori Italia fornisce alcuni consigli per la tutela dei più giovani dal cyberbullismo e per fare acquisti online senza rischiare di incappare in truffe.  
Il numero degli utenti che si addentrano nel mondo del Web cresce di giorno in giorno; sempre più persone si iscrivono ai social media e scelgono di acquistare prodotti online. A fronte di un più facile e diffuso accesso ad Internet e alle numerose opportunità che offre, aumenta il rischio per giovani o incauti internauti di imbattersi in situazioni rischiose o spiacevoli inconvenienti. Ecco cosa sapere per navigare in sicurezza e festeggiare consapevolmente il Safer Internet Day.

Cosa fare e non fare 

  • Evitate di pubblicare online informazioni personali che non volete siano note a chiunque! Soprattutto le foto private, i video o il numero di cellulare non dovrebbero mai essere resi pubblici. Ciò consente ai cyberbulli di contattarvi e rintracciarvi agevolmente e di porre in essere comportamenti molesti con più facilità.
  •   Nel caso in cui veniste importunati, riflettete sulle modalità di reazione. Consigliamo di non rispondere ai messaggi via chat, ai commenti provocatori, alle e-mail, ma di bloccare tempestivamente il contatto molesto e di effettuare le opportune segnalazioni alle autorità competenti
  •  Non sentitevi in colpa se siete vittime di cyberbullismo! Ciò che accade non dipende in nessun modo da voi!

«Il web negli ultimi anni sta diventando sempre più pericoloso per la navigazione dei giovanissimi- scrive il Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Uman- i banner apposti sui videogiochi sono trappole apposte con cui moltissimi adolescenti vengono adescati dai siti pornografici. Ancora oggi molte famiglie non sono adeguatamente informate e vivono con superficialità il mondo virtuale. I minori tendono sempre più a violare le norme della privacy dei social media costruendo profili falsi e navigando in modo spregiudicato in siti pericolosi. Tutto ciò si verifica sia per il desiderio di sentirsi adulti sia per l’emulazione di compagni considerati modelli da seguire. In base all’esperienza di molti insegnanti spesso alcuni genitori, specie nelle aree più periferiche e arretrate, sono consapevoli del fatto che il profilo del proprio figlio è falso, vista l’età inferiore a quella richiesta dalla normativa per l’iscrizione al Social. Eppure minimizzano e a volte si compiacciono delle visualizzazioni, dei like e di eventuali follower. Tanti ragazzi aspirano al successo facile, a diventare influencer, star dei social; magari hanno velleità artistiche e si fanno riprendere mentre ballano e cantano; scattano fotografie anche in ambienti non idonei come quelli scolastici in momenti in cui la vigilanza non può essere sempre garantita (es. cambio dell’ora, entrata / uscita dalle aule / servizi igienici, etc.); ebbene ignorano di esporre sé stessi e i propri pari a rischi di forte entità, ma soprattutto ignorano di commettere un reato mentre divulgano materiale audiovisivo non autorizzato e con contenuti compromettenti».

I numeri 

Sono dati importanti quelli relativi alla pedopornografia, adescamento, cyberbullismo, sextortion, furto d'identità digitale, alle truffe online elaborati dal Cncpo, il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, qualche tempo fa: “nel 2020 sono stati 4208 contro i 2379 del 2019 con un aumento del 77% i reati sul web con vittime i minori; per l'adescamento di minori online siamo passati dai 14 casi del 2018 ai 41 del 2020; l'estorsione sessuale nel 2019 riguardava due casi tra 0 e 13 anni nel 2019, ora siamo a 14 casi e 9 di questi riguardano minori di 9 anni” (https://www.interno.gov.it/it/notizie/sul-web-aumentano-i-reati-contro-i-minori-e-abbassa-leta-anagrafica-vittime).  

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