Mercoledì, 17 Luglio 2024
Green

Legambiente, ecco il report 2023 sui capoluoghi più "green": Ancona al 29° posto

Realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE, "Ecosistema Urbano" stila una graduatoria sulle performance ambientali di 105 comuni capoluogo. La città dorica dietro Macerata e Pesaro

Strada in salita per le città italiane, segnate negli ultimi 30 anni da una crescita lenta e troppo altalenante e dove le emergenze urbane, nonostante lievi miglioramenti, restano più o meno le stesse: smog, trasporti, spreco idrico, auto circolanti restano, infatti, le questioni più critiche da affrontare. È quanto emerge in sintesi da Ecosistema Urbano 2023, il report di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE, sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo. Quest’anno Ecosistema Urbano è alla sua trentesima edizione e per l’occasione fa il punto su questi anni di studi e monitoraggi sulle città, iniziati nel 1994, presentando anche la classifica 2023 con Trento che guida la graduatoria per performance ambientali seguita da Mantova e Pordenone.

In questi 30 anni non sono mancati stalli e ritardi. Nessun miglioramento, ad esempio, per il tasso medio di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani che si conferma, come trent’anni fa, a livelli tra i più alti d’Europa: 66,6 auto ogni 100 abitanti; è cresciuta la produzione complessiva di rifiuti (passando da una media pro capite di 455 kg/anno del ‘94 a 516 kg/anno nel 2022), e il trasporto pubblico è ancora lontano dalle medie europee ed è passato da 97 viaggi pro capire all’anno nel ’95 ai 65 viaggi pro capire all’anno nel 2022).

Nelle Marche la fotografia è figlia del contesto nazionale, con situazioni invariate, criticità irrisolte e miglioramenti puntuali che non permettono di trarre un bilancio positivo. Macerata guida la classifica dei Comuni capoluogo di provincia regionali alla posizione 27, seguita immediatamente dalla città di Pesaro al 28° posto e da Ancona alla 29° posizione (rettifica della classifica nazionale: a causa di un refuso sul calcolo della performance della raccolta differenziata, la città di Ancona è risultata erroneamente al 35° posto. La posizione corretta è invece la 29). Chiude la classifica dei Comuni Marchigiani la città di Ascoli Piceno al 61°.

«Da anni ormai raccontiamo di una situazione regionale pressoché invariata – dichiara Marco Ciarulli Presidente di Legambiente Marche – dobbiamo avere il coraggio di emulare quei Comuni che con coraggio affrontano la sfida della transizione ecologica come un’occasione di sviluppo sostenibile, dove ambiente economia e tessuto sociale sono considerati di pari importanza. Per esempio, investire sui trasporti pubblici significa mettere al centro la qualità della vita dei singoli cittadini e migliorare allo stesso tempo la qualità ambientale, riducendo i costi di ogni singola persona. Lo stesso discorso può essere applicato su azioni legate alla riduzione della produzione dei rifiuti o all’efficientemente energetico, fino allo stop al consumo di suolo».

Lo stallo che l’associazione racconta può essere riassunto in quello che accade nella città di Macerata. La città infatti negli anni ha raggiunto posizioni importanti nelle performance ambientali, grazie ad alcune buone pratiche legate la ridotta dispersione idrica o l’elevata percentuale di raccolta differenziata. Purtroppo alcuni di questi parametri oggi non fanno più notizia, perché dovrebbero essere pratiche consolidate, e si dovrebbe alzare l’asticella sempre più in alto per migliorare la qualità della vita delle persone nelle città e di passi avanti non se ne sono fatti granché. Inoltre, la città di Macerata pur guidando la classifica dei Comuni Marchigiani, da quest’anno ha scelto di interrompere la compilazione dei questionari sulle performance ambientali che ogni anno Legambiente invia agli uffici competenti dei Comuni. Una scelta evidentemente politica, che farà perdere ogni anni punti in percentuale, non potendo aggiornare le informazioni sulla città.

«Registriamo con dispiacere questo segnale da parte dell’amministrazione – conclude Ciarulli - che evidentemente non ritiene opportuno fornire informazioni sulle performance ambientali aggiornate della città. È un peccato, perché comunque parliamo di una città che da anni è avanti rispetto a tutti gli altri Comuni capoluogo di provincia marchigiani, che comunque per volontà politica non ritiene di dover collaborare con un’associazione del terzo settore come la nostra. Il risultato sarà quello di far perdere posizioni alla città di anno in anno, in quanto non potendo registrare aggiornamenti resterà indietro rispetto a tutte le altre città che invece partecipano e rispondono fornendo i propri dati».

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