Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Blue Resilience, l'operazione chirurgica che salva il mare: «Dal Trave al resto del mondo»

L’iniziativa coinvolgerà l’arenile e lo specchio di mare compreso tra il Trave e la spiaggia della Vedova. Si parte domani mattina poco dopo le 7 del mattino sull'imbarcazione Pelikan

Daniele Silvetti, presidente Parco del Conero, l'ammiraglio della Guardia Costiera, Enrico Moretti

Le acque marine sono in pericolo e allora serve un'operazione chirurgica per salvarle: con questa mission di precisione prende il via l’iniziativa Blue Resilience, presentata oggi (giovedì 27 maggio) in conferenza stampa nella splendida spiaggia di Portonovo, al ristorante il Molo di Portonovo. Il progetto si inserisce all’interno della campagna Adotta una Spiaggia. Presenti questa mattina alla presentazione Daniele Silvetti, presidente Parco del Conero, l'ammiraglio della Guardia Costiera, Enrico Moretti, il rettore dell'Università politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, il direttore del dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Univpm, Francesco Regoli e Paolo Baldoni, Ceo della Garbage Group. «Attraverso questa iniziativa  - spiega Silvetti - si prosegue la collaborazione tra enti pubblici e privati, in un percorso di adesione ad operazioni di volontariato che mirano alla salvaguardia e alla tutela delle nostre coste». 

Il battello-spazzino

Le operazioni prenderanno il via domani mattina alle 7.30 da Marina Dorica e coinvolgeranno l'arenile e lo specchio di mare compreso tra il Trave e la spiaggia della Vedova. A collaborare nelle operazioni di disinquinamento marino ci sarà il supporto delle associazioni di volontariato Marevivo e 2Hands. «Sarà il lancio di un'attività che non per forza dovrà essere localizzata - precisa Baldoni - l'area del Conero è importantissima ma possiamo applicare un modello su scala regionale e nazionale». Il sistema Pelikan di Garbage Group (cioè l'imbarcazione usata per l’intervento sulla superficie marina del 28 maggio ndr)  è nato ad Ancona ed è stato già esportato in vari paesi, tra cui la Thailandia dove abbiamo riscontrato performance traordinarie. Possiamo fare lo stesso con il progetto Blue Resilience». 

Tutelare prima di correre ai ripari 

Raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti saranno al centro delle operazioni ma non mancherà la parte dedicata alla ricerca scientifica pre e post operazione con relativa pubblicazione dei risultati ottenuti. «Ci sono quattro punti fondamentali da non sottovalutare: la salute del mare, l'aspetto della crescita economica e dello sviluppo in relazione alla pulizia dei fondali, le sinergie e la multidisciplinarità tra comunità scientifica, enti, organi di governo, mondo produttivo, associazioni ambientaliste e cittadinanza e infine lìapplicazione dei principi di economia circolare, coniugando attività di pulizia delle coste e difesa dell’ambiente, sviluppo produttivo e innovazioni tecnologiche, riutilizzando questi materiali, trasformando i rifiuti in risorse». Della stessa idea l'ammiraglio della Guardia Costiera Moretti che precisa: «Se si usa la natura senza restituire nulla si andrà incontro ad uno stravolgimento climatico o a tragedie come quelle che vediamo in televisione. Per questo è importante certo l'attività di controllo ma ancora più fondamentale è operare con le amministrazioni, con gli enti privati e associazioni ambientaliste per dar vita a situazioni concrete che vanno ad incidere positivamente sull'aspetto ambientale».

«Il tema della salute del mare è di fondamentale importanza in un Paese come il nostro - conclude il Rettore dell’Univpm, prof. Gian Luca Gregori - non solo per le funzioni fondamentali che svolge per la vita nel pianeta, ma anche per le enormi possibilità di sviluppo e crescita economica. Oggi il mare è minacciato da numerose pressioni e tra queste vi è certamente l’inquinamento da plastica. La ricerca sta facendo passi enormi nella conoscenza di questo fenomeno e Univpm ha un ruolo riconosciuto a livello internazionale coordinando importanti progetti di ricerca. Al contempo è fondamentale anche creare sinergie ed approcci multidisciplinari tra comunità scientifica, enti, organi di governo, mondo produttivo, associazioni ambientaliste e cittadinanza. Con Marevivo ed Ente Parco del Conero, Univpm ha aderito alla campagna “Adotta una Spiaggia” per dare un ulteriore segnale concreto di quanto la ricerca scientifica possa essere vicina alle richieste della società civile. Con questo progetto applichiamo i principi dell’economia circolare coniugando attività di pulizia delle coste e difesa dell’ambiente, sviluppo produttivo e innovazioni tecnologiche, riutilizzando questi materiali, trasformando i rifiuti in risorse».

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