Bacino del fiume Esino, uno studio del Wwf sulle aree di laminazione

Diramate le linee guida per la progettazione preliminare delle azioni a difesa del suolo e per la riqualificazione fluviale

Foto di repertorio

Dopo ogni evento alluvionale, una forte erosione in un fosso, sorge spontanea la richiesta di “laminare le piene a monte”, “ridare spazio al fiume”, “fermare il consumo del suolo” “prevenire le frane”, giuste e ragionevoli richieste, purtroppo concetti che normalmente rimangono nella idea astratta della buona gestione del fiume o che al più trovano sporadiche e soggettive interpretazioni progettuali non sistematiche. Storicamente si è sempre affermata la pratica di favorire il deflusso verso valle per mezzo della costruzione di argini, di canali, di rimuovere le condizioni di attrito sulle sponde (togliere la vegetazione, sistemare con gabbionate, realizzare una perfetta sezione di deflusso a trapezio rovesciato), tutte queste azioni di fatto fanno aumentare le portate di picco, con il contributo degli affluenti, da monte verso valle.

La soluzione progettuale per diminuire il picco di piena verso valle e quindi il rischio idraulico, in particolare dei centri abitati, è quella di “laminare le piene”, diversamente dell’azione puntuale della cassa di espansione, in modo diffuso e continuo, con una costante riduzione del rischio lungo tutti i fiumi del bacino idrografico. Per una reale ed efficace innovativa gestione dei corsi d’acqua risulta necessario integrare alle aree di laminazione anche la gestione del deflusso idrico nei versanti, nei rivoli di montagna, nei fossi della campagna, nella gestione quindi del c.d. Reticolo idrografico minore. Il WWF riconosce quindi l’esigenza di realizzare una gestione del territorio, dell’uso del suolo, della manutenzione delle campagne e dei boschi, attraverso una integrata analisi ecologica e geomorfologica capace di tradurre in azioni progettuali il principio della ecosostenibilità dell’uso del suolo e della sostenibilità climatica dell’ambiente ad alta resilienza.

Nel considerare la logica progettuale di riattivale la dinamica fluviale, quindi le connessioni con le unità morfologiche di transizione laterale al sistema fluviale (aree perifluviali), risulta necessario anche progettare le connessioni sociali di fruizione sostenibile, al fine di interagire in modo positivo con il fiume. A tal fine nell’ambito del percorso del Contratto di Fiume dell’Esino, il WWF Marche Centrali Ancona Macerata ha predisposto un documento tecnico denominato “Linee guida per la progettazione e gestione delle aree di laminazione e del reticolo idrografico minore” che costituirà un contributo al prossimo programma di azione del Contratto di Fiume dell’Esino. 

Le linee guida si possono consultare a questo link: 

https://www.geostudiodignani.it/wp-content/uploads/2020/02/ASSETTO_TERRITORIALE__AREE_LAMINAZIONE__RETICOLO_RIDRO GRAFICO_MINORE_2019.pdf

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