Occupazione al top, poche studentesse in facoltà scientifiche: l'università in numeri

L'Università Politecnica delle Marche ha presentato i dati del bilancio sociale. L'attività in numeri

Foto di repertorio

Le tre principali missioni dell’Università Politecnica delle Marche sono la valorizzazione della ricerca, della qualità della didattica nonché il trasferimento di conoscenza e innovazione sul territorio con un chiaro impegno a sensibilizzare la società sul valore della ricerca e sulla cultura universitaria. In questa direzione, l' ateneo ha deciso di avviare, tre anni fa un processo di rendicontazione sociale, che si è concretizzato nella redazione del bilancio sociale arrivato oggi alla sua terza edizione. Uno strumento con cui la Politecnica rende conto delle attività realizzate.

Le risorse

Il Bilancio Sociale 2018 illustra, nella relazione economica, le risorse attratte e distribuite dall’Ateneo e nella Relazione Sociale, i risultati conseguiti nella Didattica, nella Ricerca e nella Terza Missione. Sotto l’aspetto economico emerge come l’UnivPM abbia a disposizione oltre 127 mln di risorse, in parte derivanti dai trasferimenti ministeriali (il cosiddetto FFO - Fondo di Finanziamento Ordinario), in parte attratte autonomamente, grazie alla contribuzione degli studenti, a contributi di soggetti pubblici e privati, alle risorse derivanti da progetti di ricerca e da prestazioni di servizi. Tali risorse sono utilizzate nello svolgimento delle attività istituzionali e di supporto: Didattica (34%), Ricerca e Terza Missione (37%), Tutela della Salute (13%), internazionalizzazione (2%) e servizi di supporto alle missioni principali (14%).

La didattica

Per quanto concerne la Didattica, la strategia dell’UnivPM si articola su tre percorsi principali di sviluppo focalizzati sulla riduzione della dispersione didattica, sul rafforzamento della sua dimensione internazionale e sulla valorizzazione dell’interdisciplinarietà. Il numero complessivo degli studenti iscritti ai corsi di studio nell’a.a. 2018/2019 è pari a 15.383 unità e il 66% degli studenti iscritti è regolare, ossia è iscritto da un numero di anni inferiore o uguale alla durata normale degli studi rispetto all’anno di ingresso in Ateneo e all’anno di corso di prima iscrizione. Nel 2018, la quota dei laureati entro la durata normale dei corsi di studio si attesta al 49%. Dal confronto tra i laureati UnivPM e quelli degli altri Atenei italiani (dati del XXI Rapporto AlmaLaurea) emerge che l’età media alla laurea è mediamente più bassa di quella italiana: 25,2 anni per UnivPM contro una media italiana di 25,8 anni. Elevata è la soddisfazione complessiva per l’esperienza di studio compiuta: circa il 90,4% dei laureati UnivPM si dichiara soddisfatto, contro un dato nazionale dell’88,9%.  Per quanto concerne il tasso di occupazione dei laureati UnivPM, focalizzando l’attenzione sui laureati di secondo livello, è possibile osservare che, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è del 91,5% e si attesta su valori più alti della media nazionale, pari a 85,5%. Le retribuzioni dei laureati UnivPM, nello stesso arco temporale, sono più alte rispetto alla media italiana: arrivano a 1.586 euro netti mensili a fronte dei 1.459 euro della media nazionale. Questi numeri confermano la capacità dell’Ateneo di formare sempre più studenti che al termine degli studi trovano impieghi di ottima qualità e ben retribuiti. Emerge, infine, che la percentuale di laureati con genitori non laureati risulta essere pari al 72,3%, più alta quindi di quella media italiana (68,7%). Questo è un importante segno di mobilità sociale.

Internazionalizzazione

Per quanto concerne l’internazionalizzazione della Didattica, numerosi sono gli accordi con università straniere per la mobilità di studenti, neolaureati e docenti: oltre ai 344 accordi Erasmus+ con università di 24 Paesi, l'UnivPM ha sottoscritto 359 Memorandum of Understanding con Atenei di 82 Paesi in tutto il mondo. Nell’a.a. 2018/2019, sono stati 317 gli studenti dell’UnivPM in mobilità internazionale outgoing per studio verso Atenei stranieri mentre 154 quelli incoming. Gli studenti e neolaureati dell’UnivPM in mobilità internazionale per tirocinio sono stati 255.

Ricerca

Per quanto concerne la Ricerca, 537 professori e ricercatori, 234 assegnisti e 337 dottorandi operanti nei 12 Dipartimenti dell’UnivPM sviluppano attività di ricerca a livello nazionale e internazionale, coadiuvati degli Uffici dell’Amministrazione centrale nella diffusione della conoscenza e nel trasferimento dei risultati. Nel 2018, al fine di consolidare e sostenere attività scientifiche, l’Ateneo ha stanziato 1.300.000 € destinati alla realizzazione della ricerca scientifica. Significativi, inoltre, sono i fondi attratti partecipando a bandi competitivi Europei e internazionali (circa 6.500.000 € la quota dei ricavi di competenza dell’esercizio 2018, segno evidente dell’internazionalizzazione della nostra ricerca) e stipulando convenzioni con Enti privati e pubblici (circa 3.700.000 €). Copiosa e a vocazione internazionale è la produzione scientifica dell’Ateneo: oltre il 70% ha rilevanza internazionale. Nel 2018, la positiva valutazione della qualità della ricerca, evidente nell’ultimo esercizio di valutazione ministeriale (VQR 2011-14), è stata ampiamente confermata dagli ottimi risultati conseguiti nella individuazione dei cosiddetti “Dipartimenti di eccellenza” delle università statali: ben 8 dei 12 Dipartimenti dell’UnivPM sono stati giudicati di eccellenza nella qualità della ricerca e nella progettualità scientifica, organizzativa e didattica. Tra i 180 individuati per il 2017 dall’ANVUR, inoltre, ben cinque dei nostri Dipartimenti sono stati ammessi al finanziamento straordinario, per il periodo 2018-22, per oltre 33 milioni di euro per l’assunzione di 40 unità di personale docente e ricercatore e per lo sviluppo di cinque laboratori.

La Terza missione

Con riferimento alla Terza Missione, le attività con cui l’Ateneo contribuisce a trasferire conoscenze, tecnologie e innovazione nel territorio e nel sistema socio-economico sono molteplici: deposito di brevetti, creazione di spin off, convenzioni con Enti pubblici e privati, attività di Job placement e di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro, tirocini, ecc. A riguardo si segnala che il numero dei depositi dei brevetti e delle nuove varietà vegetali ha raggiunto un totale di 115 titoli depositati e gestiti nel corso del tempo e che, nel 2018, il numero totale degli spin off costituiti è pari a 50. L’Ateneo è, inoltre, un protagonista della sanità regionale, sia attraverso la didattica sia attraverso i servizi sanitari che eroga nelle strutture ospedaliere della Regione.

Poche studentesse in facoltà scientifiche

L’edizione 2018 del Bilancio Sociale è arricchita, come accaduto lo scorso anno, da un supplemento di enere, con l’obiettivo di leggere i dati forniti a livello complessivo nel Bilancio Sociale in ottica di genere e mettere dunque a fuoco il contributo che donne e uomini danno alle diverse aree di attività dell’Ateneo nonché ai diversi livelli organizzativi e agli organi di governo. Tale scelta riflette l’attenzione crescente rivolta al tema della parità e alle politiche di genere all’interno della Pubblica Amministrazione, e del sistema universitario italiano. Ad una prima lettura, i dati riportati nel Supplemento di Genere rivelano le criticità tipiche degli Atenei con una marcata “vocazione” politecnica, ossia una sotto-rappresentazione femminile all’interno delle facoltà scientifiche, sia all’interno del corpo docente, sia tra studenti e laureati. I progressi registrati all’interno dell’Ateneo nell’ultimo quinquennio sono tuttavia rilevanti: l’incidenza femminile nel ruolo dei professori ordinari è aumentata del 6% tra il 2013 e il 2018, a fronte di un miglioramento più ridotto (+3%) registrato su scala nazionale. Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo dei laureati, il tasso di occupazione delle laureate UnivPM è sempre maggiore del dato medio nazionale, indipendentemente dalla lunghezza del periodo trascorso dal conseguimento del titolo (uno, tre o cinque anni). A cinque anni dalla laurea, in particolare, il tasso di occupazione delle laureate UnivPM supera, rispettivamente, di 7 e 12 punti percentuali il dato medio italiano delle lauree magistrali biennali e a ciclo unico. A livello di Ateneo, il tasso di occupazione maschile post laurea è nella maggior parte dei casi superiore a quello femminile, dati che rispecchiano quanto avviene anche a livello nazionale. È da rilevare, tuttavia, che le differenze di genere a livello di Ateneo nei tassi di occupazione a cinque anni dal conseguimento del titolo sono inferiori rispetto ai gap occupazionali registrati a livello nazionale. Anche nell’ambito dell’attività di ricerca e di terza missione, la presenza femminile all’interno dell’Ateneo gioca un ruolo rilevante. In termini di produzione scientifica, delle 1900 pubblicazioni complessivamente prodotte nel 2018, la metà risultava avere almeno una donna tra gli autori, dato sostanzialmente costante nell’ultimo triennio.

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