«Vi siete scordati di noi», nasce il "Coordinamento giovani studenti e precari"

Gli studenti marchigiani si riuniscono in un coordinamento regionale per affrontare le conseguenze del Coronavirus sul diritto allo studio

Foto di repertorio

«Dopo la campagna per il blocco di affitti e utenze lanciata dalla rete giovane “Noi Restiamo” e dal sindacato inquilini As.i.a. USB  e la mobilitazione per il diritto allo studio ai tempi del coronavirus, come giovani, studenti e precari marchigiani abbiamo deciso di strutturarci in un coordinamento regionale per dar voce ad un’intera fascia generazionale da sempre abbandonata da Governo e istituzioni regionali». Con questa nota gli studenti marchigiani annunciano la costituzione del “Coordinamento giovani studenti e precari Marche”, reperibile su Facebook anche alla pagina "Assemblea diritto allo studio Marche - emergenza covid19"

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«La nostra condizione, già impoverita da dieci anni di crisi economica che continua e si intensifica, è nuovamente minacciata dall’emergenza Coronavirus – scrivono i ragazzi- i costi di questa crisi stanno venendo scaricati già da ora sulle spalle delle nuove generazioni, che stanno subendo gravi ripercussioni economiche e sociali, costrette a sborsare senza sconti tasse, affitti e bollette. Tutto ciò grava pesantemente sulla garanzia del diritto allo studio. Proprio come dopo la crisi del 2008, c’è il forte rischio di una diminuzione di iscritti all’università e di un alto tasso di abbandono degli studi. Il Ministero dell’università e della Ricerca ha già stimato un calo del 20% delle immatricolazioni per il prossimo anno.  Ringraziamo per questo allarme- prosegue la nota- ma non possiamo non notare che proprio il Ministro Manfredi si è fatto di nebbia durante tutto il periodo del lockdown, salvo poi riapparire all’ultimo con l’annuncio di manovre minime ben lontane dalle misure necessarie. Tempi straordinari richiedono politiche straordinarie. A livello regionale nessun fondo è stato stanziato per noi giovani, studenti e precari, mentre il Governo continua nella sua strategia “tante parole, niente fatti”. Noi non ci stiamo. Per questo, il 30 aprile, assieme a tante altre forze sindacali, sociali e di movimento, siamo andati sotto Palazzo Chigi portando le nostre rivendicazioni in una rumorosa conferenza stampa. Ci stiamo organizzando per cambiare la situazione – proseguono gli studenti- dopo la giornata di mobilitazione del 5 maggio, abbiamo ora lanciato una settimana di agitazione nazionale dal 25 al 31 maggio. Noi studenti non accettiamo il loro colpevole silenzio e continuiamo a far sentire la nostra voce. Partecipiamo, mobilitiamoci, organizziamoci»

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