Falconara a Sinistra sul 25 aprile: «L'amministrazione assolve il fascismo»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

«Riprendiamoci il 25 aprile nella pienezza del suo valore storico: la data che simboleggia la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista, affinché ciò non accada mai più. Già nel 2009, in occasione della prima celebrazione del 25 aprile da parte del Sindaco Brandoni, la nostra città ha subito l'onta di essere oggetto di derisione dalla stampa nazionale perché in Piazza Mazzini il primo cittadino chiese di non suonare Bella ciao. Ci rifacciamo alle cronache dell'epoca, che così riportano: "Castelferretti era stata già suonata – ha spiegato Brandoni – ma a me non piace, quindi ho domandato al direttore della banda di attendere. Poi una volta sceso dal palco e tolta la fascia ho lasciato libertà totale, in quel momento potevano suonare quello che volevano, ma finché sono rimasto in piazza quella canzone non l’ho voluta. E’ vero l’altra ‘Fischia il vento’ è stata suonata, ma non la conoscevo, ‘Bella Ciao’ però non mi andava proprio di sentirla in piazza Mazzini"». E' questo il duro attacco di Falconara a Sinistra nei confronti dell'amministrazione Brandoni. 

Ecco, quello fu l'inizio. Venne poi la vera e propria bestemmia dell'affitto del Centro Pergoli a Forza Nuova, tra le cui fila abbiamo scorto parenti stretti di assessori comunali. Cara costò alle casse pubbliche quella nefasta locazione: erano più le Forze dell'ordine chiamate a mantenere separati i tanti cittadini antifascisti indignati, convenuti in piazza Mazzini, dei convegnisti forzanovisti con la mano alzata che sfilavano lugubri per il centro di Falconara. Quindi, l'ultima indecorosa iniziativa: l'intitolazione di una Piazza di Castelferretti (mentre le ruspe stanno ancora lavorando) ai cosiddetti "Martiri delle Foibe". E' così che Brandoni e i suoi hanno fatto propria quella squallida impresa iniziata dal Centrodestra nel 2004 con l'istituzione del "giorno della memoria", rinnegando verità storiche documentate ed inoppugnabili. Tutto ciò nel nome della "pacificazione" e della costruzione di un'artificiosa "memoria condivisa", uno stravolgimento dei fatti teso ad assolvere il fascismo e a denigrare chi l'ha combattuto e ancora lo combatte. Il Comitato Elettorale (L. Sebastianelli)

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