Chiuso il Summer Jamboree #16: numeri record e il diario di Lucky

Il festival di Senigallia si chiude con numeri da record e una stima di 400 mila presenze: un successo che cresce sempre di più, anno dopo anno. Molti "grandi" della musica sul palco del Foro Annonario per la soddisfazione di un pubblico entusiasta

Stelio Lacchini

Gary U.S. Bonds, dal palco del Summer Jamboree di Senigallia ha detto “Non ho mai visto tanta gente felice tutta insieme. Girando ad ogni angolo della città tutti hanno il sorriso in volto” e questa affermazione sembra valere ancora più delle 400 mila presenze stimate per l'edizione che si è appena conclusa, la numero sedici. E il bilancio di fine festival arriva direttamente dal sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, il giorno dopo la serata conclusiva: "Il Summer Jamboree raggiunge nuovi traguardi e si conferma un fenomeno in crescita continua da 16 anni. Nei dieci giorni dell’edizione 2015 sono state stimate 400.000 presenze. Ad annunciarlo, lo stesso Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, intervenendo sul palco del Main Stage nella serata di sabato 8 per salutare insieme agli organizzatori delFestival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50, tutto il popolo del Summer Jamboree #16. Numeri a parte, c'è anche il cuore del Summer Jamboree. E' Stelio Lacchini, Lucky dei The Good Fellas a raccontare il suo “doppio” festival: "A Senigallia sono di casa. Guido la house band del festival da quando esiste il Festival. La mia personale amicizia con i promotori di questa kermesse risale a molti anni prima; l’amore per il rock and roll ci ha portato fin qui. Quest’anno sono stato chiamato a coniugare la mia esperienza di musicista con quella del mio vecchio mestiere di direttore di produzione. Mi sono quindi trovato ubiquo. Praticamente ho fluttuato tra palchi, sale prove, uffici, briefing notturni e smantellamenti durante la twilight zone mattutina. Il backstage è il posto migliore per vivere un festival, se si appartiene a quel mondo fatto di viaggi, jet lag, sudore e fatica, che rende luminescente un evento pubblico. In tutti questi anni, in questa città dalla spiaggia di velluto ho avuto modo di incontrare le maggiori personalità di quel mondo a cui appartengo appieno, ed ho sempre avuto grandi lezioni; storia, cultura, musica, aneddoti. Ho carpito la vera linfa dell’essenza del rock and roll. Ho trovato motivi e spunti per giustificare la mia in-sana passione e relativa scelta di vita. Di quest’anno vorrei sottolineare lo sguardo severo di Linda Gail Lewis. Una donna che porta un cognome scomodo. Essere sorella minore di uno dei re del rock and roll non deve essere stato facile. Ma è davvero una goccia d’acqua. Ho incontrato di persona anche lui. Hanno il medesimo viso, sguardo, capelli ondulati, sopracciglia ad ali di gabbiano. Uno sguardo sobrio ed austero che potrebbe mettere soggezione. Una donna di quasi sette decadi, con un viaggio intercontinentale alle spalle in solitaria, che si spertica in complimenti dolcissimi per tutto. Il posto, la pizza, l’assistenza, la professionalità. Durante il concerto precedente al suo (gruppo italiano di giovanissimi) si muove sulla sedia ad ogni singola nota, come ci fosse sul palco Elvis redivivo. Scuote la testa a ritmo di musica, mentre pubblica foto con lo staff sui social. Suona come mai l’ho vista fare negli ultimi quindici anni, e si concede cinque volte ai fans di una piazza infuocata. Finisce i brani in scaletta e improvvisa. E fosse per lei, avrebbe continuato. Una regina del rock and roll che va sul palco con la fida borsa; perché una vera donna non abbandona mai, la propria borsa.

Di Bobby Brooks Wilson non si può dire che bene. 55 anni portati benissimo, una voce quasi come quella del padre, ma con risvolti più graffianti, ed un occhio sempre rivolto alle bellezze italiane, che rapiscono il suo sguardo in ogni istante. Ama la musica quanto le belle ragazze, e si concede ai fan anche a tarda notte, fuori dall’orario di “lavoro”. Quando scopre che nel set list della Moondogs reveue lui ha solo due brani in repertorio (scelta del suo manager, ma condivisibile; in fondo è lo special guest) e gli altri cinque, mi dice schietto: hey buddy, I wanna sing more. Let me have fun! Questo è lo spirito. Qui, tutti cantano e suonano for the sake of rock and roll. Di Gary US Bonds, e del suo fido conductor Big Daddy Mark non si può dire altro che bene. Un british humour che accompagna ogni risposta, corredata da un sorriso contagioso. Prove velocissimo, inframezzata da tante di quelle stupidaggini al microfono della sala prove che rendono difficile l’esecuzione, tanto ci ridiamo sopra. Poi le cose importanti; andiamo a comprare vino, rigorosamente locale, da bere la sera in relax, e olio extra vergine da portare in regalo alla moglie, la quale, secondo lui, passa le giornate a cucinare. E sottolinea, meglio che continui a cucinare, alla sua età. Una battuta dietro l’altra, anche sul palco. Il ritmo però è quello di New Orleans, This Little Girl e Quarter to three. Fa un po’ sorridere vedere fan di Springsteen venuti a vederlo e sussultare quando fa il nome del boss. In fondo sul palco c’è Gary US Bonds. Curioso il pubblico italiano. Sempre a sublimare surrogati. Ma se Bruce è rimasto così influenzato da quest’uomo, un perché c’è, e si sente. E si chiude con un piano wonder dalla fredda Russia. Un talentuoso giovane di nome Denis Mazukov. Da non perdere. Domani sarà tutto finito, e tantissimi torneranno a casa con meravigliosi ricordi.

TUTTI I NUMERI DEL SUMMER JAMBOREE NUMERO 16. Sono anche tanti altri i numeri che raccontano la dimensione di un evento conosciuto ormai in tutto il mondo, a partire dalla pagina Facebook ufficiale che ha superato i 100.000 fan i post sul Summer Jamboree hanno raggiunto una copertura di oltre 700.000 contatti. Il sito internet Summerjamboree.com, per questa edizione, ha avuto oltre 210.000 visitatori di cui 75.000 solo nei primi 9 giorni di agosto, mentre nel mese di luglio che ha preceduto il Festival sono stati 65.000. Sono stati 40 i concerti in cartellone ad ingresso gratuito che hanno visto protagonisti 194 tra artisti e Dj. 6 i palchi utilizzati per gli spettacoli dal vivo: Main stage Foro Annonario, Kraken stage nei Girdini della Rocca Roveresca, West Side stage in via Carducci, il palco dell’Hawaiian Party sulla spiaggia di velluto, palco Crodino in piazza Saffi, Teatro La Fenice. Per allestirli sono stati impiegati 18 mixer, 120 tra microfoni e radiomicrofoni, 78 casse acustiche con un totale di 370 altoparlanti, pilotate da oltre 180 amplificatori, e oltre 3 km di cavi per audio e luci.10 le “piazze” in cui si sono svolti i dj contest: Piazza del Duca, Rocca Roveresca, Foro Annonario, Mascalzone sul lungomare Alighieri, Piazza Saffi, Piazza Simoncelli, Via Carducci, Rotonda a Mare, Spiaggia libera per Hawaiian party, Teatro La Fenice. 120 le persone eccezionali che hanno lavorato all’evento organizzato dall’Associazione Summer Jamboree e ad essi va aggiunto tutto il personale impiegato dalle decine di fornitori del Festival.

SOLD OUT PER IL BURLESQUE. Il Dopo Festival al Teatro La Fenice con il Burlesque Show di Eve La Plume e Grace Hall in programma venerdì 7 agosto all’una di notte, ha registrato il sold out per gli 800 posti disponibili. E di è registrato il sold out in tantissime serate ai dopo Festival, dall’una di notte alle 4,alla Rotonda a Mare, dedicate al ballo. Mentre al Big Hawaiian Party sulla spiaggia di velluto di Senigallia mercoledì 5 sono state stimate oltre 20.000presenze.
Gli organizzatori del Summer Jamboree, Angelo Di Liberto e Alessandro Piccinini dal palco del Rock’n’Roll Revue di sabato notte insieme allo special guest, Renzo Arbore, intervenuto a sorpresa, hanno ringraziato ed omaggiato le due grandi band che hanno costituito l’ossatura portante del Festival: La formidabile Abbey Town 22 Peace Big Band e The Good Fellas, la strepitosa formazione che da anni è la prestigiosa house band del Summer Jamboree, capace di suonare insieme, e per, i grandi artisti che hanno fatto e continuano a fare la storia del Rock’n’ Roll, la elegantissima presentatrice Eve La Plume, e tutte le persone che hanno lavorato all’edizione #16 del Festival. “Ragazzi fantastici  – hanno detto gli organizzatori dal palco - per tutto quello che hanno fatto e per come lo hanno fatto. Tutti quanti con il sorriso, tutti quanti animati da un autentico spirito di collaborazione e condivisione. Un grazie sentito poi a tutto il pubblico meraviglioso del Summer Jamboree, unico al mondo, capace di contribuire all’atmosfera gioiosa e speciale che si è respirata in questi giorni magici a Senigallia. Ed un grazie di cuore alla città per la risposta accogliente e propositiva che sta dando, da anni, al Festival”.

Lo stesso Renzo Arbore, storico amico degli organizzatori del Summer Jamboree, Festival che ama da sempre, dopo le sue esibizioni improvvisate con l’orchestra di sabato notte ha salutato il pubblico di Senigallia, ringraziando gli organizzatori per questo Festival che rappresenta una occasione molto speciale per vivere e apprezzare lo swing, il Rock’n’Roll e la straordinaria cultura musicale di quell’epoca, rendendoci felici.

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