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Dal film Gilda a Colazione da Tiffany, una sfilata della "Moda che visse 2 volte"

E' l'evento organizzato da Simona Sessa, tenutosi ieri pomeriggio. Una sfilata di moda dedicata a quegli abiti che hanno scosso i sogni delle donne e il desiderio degli uomini, negli anni '20 '30 '40 e '50

Come far rivivere la bellezza e l'eleganza di donne che hanno fatto la storia del cinema e della moda? Marilyn Monroe, Eleonora Duse, Sofia Loren, Rita Hayworth e Kim Novak. Donne dall'eleganza che non è mai tramontata. E ieri attraverso una sfilata di moda ispirata agli anni '30, '40 e '50 sono tornate a vivere. L'evento è quello organizzato ieri dalla nota stilista Simona Sessa. Bellissime Pin Up hanno sfoggiato gli abiti retrò sulla la “passerella” del caffé Elisir. Una sfilata che ha voluto richiamare una scena in particolare, quella del film cult di Alfred Hitchcock: “La donna che visse due volte”. E allora ecco che ieri la Sessa ha rievocato quello stile di femminilità, che ancora oggi sembra immortale. Come? Con una sfilata dal titolo “La moda che visse due volte”.

Ma perchè un evento così proprio ad Ancona? “Perchè ad Ancona non è mai stato fatto probabilmente perchè nessuno lo ha mai proposto. Essendo un amante degli anni '50, intendo far rivivere la bellezza e l'eleganza di quel tempo attraverso la sfilata di questi abiti” ha detto Simona Sessa. Insomma per un paio d'ore il pubblico presente ha potuto fare un tuffo nel o e godere della moda che nel passato ha fatto scuola e che, ad oggi, molti cercano di imitare. Dalla Rita Haywoth del film “Gilda” alla Audrey Hepburn del film “Colazione da Tiffany”.

La sfilata è cominciata intorno alle 18:00. Ad indossare gli abiti vintage le modelle pin up scelte da Simona Sessa per l'occasione. Grande assenza quella del noto avvocato Nicoletta Pelinga. Hanno sfilato tantissimi abiti tra cui il vestito ad oblò degli anni '40, il cappotto di Marilyn Monroe, il vestito a ruota degli anni '50, il tailleur indossato da Kim Novak nel film “La donna che visse 2 volte”, il malizioso vestito alla marinara pin up. Tutti abiti indossati da modelle anche formose e dalle curve generose perchè, nelle sfilate della Sessa, non ci si deve mai dimenticare della lotta alla cultura della donna magrissima che la Sessa porta avanti con la sua associazione “Pin Up del 2000”: “Noi combattiamo anoressia e bulimia a colpi di curve” come ha ribadito ieri proprio la Sessa.

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