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Pina Ferraro Fazio, consigliera di parità per la provincia di Ancona

Pina Ferraro Fazio, consigliera di parità per la provincia di Ancona

“Linguaggio di genere: le radici della violenza sulle donne”: il seminario in Comune

"Più di cinquanta i casi di discriminazione di genere in un anno e mezzo di lavoro" rivela Pina Ferraro Fazio, consigliera di parità per la provincia di Ancona

“La lingua riflette la cultura di una società e ne è una componente fortemente simbolica. Le parole non descrivono soltanto ma contribuiscono a costruire e rafforzare categorie sociali e concetti. Un uso delle lingua rispettoso della parità dei generi è di fondamentale importanza per un effettivo superamento delle diseguaglianze tra i sessi e contribuisce a quel cambiamento culturale necessario per contrastare la violenza di genere. Per questo il. Comune di Ancona oggi ospita un convegno sul tema”.

Così l’assessora ai Servizi Sociali e Pari Opportunità Emma Capogrossi, è intervenuta questa mattina in apertura del seminario (organizzato dal Centro Antiviolenza della provincia di Ancona e associazione Donne e Giustizia con il contributo di CSV Marche, la Gemma, Consigliera di parità della Provincia di Ancona, Comune di Ancona e il sostengo delle associazioni Casa delle donne e Dalla parte delle donne) dedicato a “Linguaggi di genere, le radici della violenza sulle donne”, svoltosi nella sala ex Consiglio Comunale a Palazzo del Popolo e che ha visto una folta partecipazione di pubblico.

All’incontro ha partecipato anche Pina Ferraro Fazio, Consigliera di Parità per la provincia di Ancona che ha fatto il punto sulla condizione femminile nell’anconetano:
“Nella provincia di Ancona, come in altri contesti purtroppo,  rilevo una difficoltà forte ad entrare nel mondo del lavoro, a rimanerci e ad usufruire di congedi parentali e quant’altro perché a tutt’oggi la donna nel mondo del lavoro viene considerata un problema e la maternità una disgrazia sia in un’azienda pubblica che privata.
Ho seguito più di 50 casi in un anno mezzo di lavoro e trovo che in questo territorio esistono gravi difficoltà nella applicazione di norme, come i piani di azioni positive, che tutte le amministrazioni pubbliche debbono adottare. Nonostante necessiti del parere della Consigliera di parità  (che è nominata direttamente dal Ministero del Lavoro per questo scopo) ciò non viene fatto.  Così non si rimedia alla discriminazione e le donne risultano ancora un problema per questa società”.

29-11-2013 Seminario Linguaggi di genere 010-3-2E sul tema del seminario Pina Ferraro ha ribadito: “E’ un problema culturale: anche le donne non sono abituate a dire al femminile certi nomi legati al potere. Se non estirpiamo le radici di una lingua sessista non faremo passi avanti contro l’eliminazione della violenza sulle donne. La questione era già stata posta da Alma Sabatini e già dalla “Raccomandazione per un uso non sessista della lingua” emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1987. Se non cominciamo da qui stalking, mobbing e violenza verso le donne rimarranno all’ordine del giorno”.

Elena Grilli, coordinatrice del Centro Antiviolenza della provincia di Ancona gestito dalla associazione Donne e Giustizia e organizzatrice del convegno ha quindi ribadito che “è necessario, anzi indispensabile comprendere quest’aspetto perché la violenza passa attraverso il linguaggio e il modo in cui ci rappresentiamo simbolicamente come uomini e donne. La difficoltà ad affermare certe parole al femminile indica il nostro limite culturale, nonostante i progressi che le donne hanno fatto, il linguaggio è ancora sessista e discriminatorio. Portato alle estreme conseguenze questo atteggiamento si può tradurre in violenza sulle donne”.

La professoressa Cecilia Robustelli , docente di linguistica  all’Università di Modena e Reggio Emilia e membro dell’Accademia della Crusca: “L’uso dei termini femminili anche per ruoli di prestigio è un modo per indicare la realtà quale essa è. E le obiezioni che esso sono ‘parole difficili, non corrette’ possono apparire pretestuose. Perciò l’Accademia della Crusca che osserva e cura la lingua italiana ha dedicato a questo tema una pagina intera di discussione per oltre un mese (link:www.accademiadellacrusca.it/it/tema-del-mese/infermiera-s-ingegnera) coinvolgendo tutta Italia in questo confronto”.

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