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"Come coriandoli sul mare", rifugiarsi nel passato per scappare dall'oggi: quattro chiacchiere con l'autore del libro

"Come coriandoli sul Mare", di Sebastiano Mantovani, è una storia ambientata in provincia e copre l’arco narrativo di un anno (2018-2019)

"Come coriandoli sul Mare", edito da "Intrecci edizioni" è una storia raccontata da un narratore leggermente intrusivo. E' ambientata in provincia e copre l’arco narrativo di un anno (2018-2019). Descrive le vicissitudini di una intellettuale donna adulta che si rifugia nel passato per sfuggire al mondo di oggi che detesta. Trapassando via via incontri indesiderati e conflitti, miserabili cadute e risalite superlative, la protagonista si ritroverà ad un bivio: sopravvivere “ai confini della realtà” oppure lasciarsi prendere per mano da quel mondo che biasima e iniziare finalmente a vivere. Il ibro sarà presentato venerdì 9 dicembre alle 18 al centro Pergoli di Falconara. 

L'autore 

Sebastiano Mantovani, classe 1961, pubblicista con la passione della narrativa e un passato da speaker radiofonico in radio indipendenti, vive a Palombina. Già autore del romanzo Ti riconosco dalla voce (2015), questa è la sua prima opera con la casa editrice Intrecci edizioni.

Come è nato questo libro?

«Dalla voglia di raccontare quanto siamo buffi e incasinati, miserabili e formidabili e spesso in contemporanea. Insomma, dire la verità. Cioè che spesso assumiamo pose da personaggi, per difendere la nostra comfort zone, il territorio in cui proviamo a gestire una poco soddisfacente routine. Poi accade qualcosa – sempre – e allora si scatenano le nostre due anime interiori. Quella compulsiva ed egoista che pensa solo al tornaconto personale combatte con la vocina più solidale, che ci suggerisce il giusto piuttosto che l’utile, poiché spesso le due cose non coincidono. Alla fine della bagarre verrà fuori la nostra identità, verità e bellezza comunque, ovvero uno scatto spontaneo, non più una posa».

Quando e come è iniziato il tuo percorso di scrittore?

«Dopo la prima esperienza di pubblicazione di qualche anno fa – oserei dire quasi casuale – mi sono messo a studiare programmazione narrativa e così è nato un amore viscerale per la narrazione. Ti siedi in un dehors, ti metti ad osservare la gente che passa lungo rambla de Catalunya e di fronte a te hai il mondo, di lingue, di odori e colori e i personaggi prendono vita, ben oltre l’immaginazione. Il resto è studio e duro lavoro, essere un autore è questo».

Quali sono i progetti per il futuro?

«Sto lavorando a due progetti.Una persona che la vita ha messo in ginocchio decide di rialzarsi e lancia un’idea, come fosse il suo ultimo disperato grido. In breve mette insieme un’armata Brancaleone di cinque naufraghi della vita, che si metteranno a fare formazione ai giovani. Gli occupanti della scialuppa entreranno in relazione fra loro e con il mondo in modi alquanto bizzarri e tempestosi. L’altro progetto è la storia una cena, alla quale partecipano persone-personaggi di ogni tipo, che riassumono tutte le anime del nostro tempo».

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