Martedì, 15 Giugno 2021
Eventi

Tutti a "Scuola di Libertà", così le scuole imparano a conoscere il carcere

Che cosa ci può raccontare sulla libertà chi ne è stato privato perchè ha commesso un reato? E che cosa ci possono insegnare quei volontari che entrano nelle carceri per contribuire a renderle più "civili"?

Il carcere di Montacuto

Troppe volte si sente commentare il carcere con la frase: “Beati loro che stanno meglio di noi”. Oppure, in riferimento ad extracomunitari: “Rimandiamoli nelle loro patrie galere che sono più serie delle nostre”. Luoghi comuni che dimostrano piuttosto quanto sia necessario ripartire da una cultura della libertà, conoscendo davvero il carcere e le storie di chi ci è finito. Ecco perchè ieri, al centro Giovanni Paolo II della Caritas Ancona-Osimo, è stato presentato il nuovo progetto “A scuola di libertà”. Da una parte il carcere, dove ci sono coloro che la libertà l'hanno persa. Dall'altra la scuola, dove c'è chi troppo spesso la libertà la dà per scontata. Il progetto nazionale, che partirà il 15 novembre in tante città italiane, è stato lanciato della Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia e promosso ad Ancona dalla Caritas Diocesana, Ufficio Scuola, Ufficio Pastorale giovanile e Associazione Santissima Annunziata.

Tante le iniziative. In primis da oggi sarà possibile visitare il prototipo di una cella, per toccare con mano che cosa significhi vedere ristretta la propria libertà. Una modello rivolto agli studenti delle scuole di secondo grado. Nell'anconetano sono già in 7 gli istituti scolastici che hanno aderito. In più prende il via un progetto dal titolo “A scuola di libertà”, per cui gli studenti si potranno organizzare (gruppi o classi) per presentare un elaborato multimediale, una produzione artistica o un testo narrativo sul tema della prevenzione e del contrasto verso ogni forma di illegalità. Lavori che saranno consegnati il 30 novembre e che saranno poi esaminati da un'apposita commissione che premierà i 5 migliori lavori.

Ma perchè i ragazzi dovrebbero formarsi sul tema delle libertà e conoscere meglio la vita nelle case circondariali?

Anna Pia Saccomandi-2“I ragazzi non si rendono conto che la libertà è un bene così prezioso – ha detto Anna Pia Saccomandi, segretario generale della conferenza nazionale volontariato e giustizia – E loro mentre crescono, hanno dei comportamenti che potrebbero incidentalmente portarli in carcere senza che se ne rendano conto. E allora lavoriamo di più sulla prevenzione perchè le persone che escono dal carcere restano segnate per sempre nelle relazioni umane e nella fiducia in se stessi”. Lo sa bene Anna Pia che, insieme a tanti altri volontari, operano quotidianamente per assistere e supportare l'opera di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti nelle carceri.

Ecco dunque che sono previsti anche una serie di incontri in cui sarà il carcere ad andare nelle scuole. Ex detenuti o detenuti in permesso saranno accompagnati nelle varie scuole per portare la loro testimonianza da detenuto, anche al fine di smontare quei luoghi comuni e quelle semplificazioni con cui troppo spesso si descrivono le carceri e la popolazione detenuta. Gli stessi luoghi comuni che ci portano a sentire il bisogno di fare cultura su un mondo che, troppo spesso, resta nell'ombra. Un chiaro scuro che non fa che alimentare certi falsi miti, a cui Anna Pia Saccomandi, che è anche volontaria Caritas dello sportello giustizia, risponde così: “Noi siamo stati condannati dalla Corte Europea. I diritti della persona sono inviolabili al di là dei ragionamenti delle persone. Prima di aver sperimentato è meglio tacere. Bisogna prima conoscere per parlare. Questo significa saggezza e maturità da parte degli adulti che devono lasciare alle nuove generazioni una testimonianza di verità che questa generazione di adulti non lascia ai giovani di oggi”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutti a "Scuola di Libertà", così le scuole imparano a conoscere il carcere

AnconaToday è in caricamento