Domenica, 16 Maggio 2021
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Osimo, domenica 19 aprile torna il premio nazionale "R. B. Fabrizi" dell'Anpi

Alle ore 17.30 presso la Sala consiliare del comune di Osimo. Tra gli emeriti: Dalla Chiesa, Di Segni, Cervi, Nicolini, Azzariti e Severino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

A pochi giorni dalla cerimonia di consegna, rendiamo pubblici i nomi che l'ANPI Osimo, in accordo con gli altri enti interessati, ha scelto quali emeriti. Ovviamente il numero dei premi è sceso dai nove abituali ai sei di quest'anno. I premi sono attribuiti: alla Memoria, alla ricerca storica, alla saggistica, un premio per i Diritti Umani e l'ultimo quello Speciale. Per l'anniversario del 70° della LIberazione d'Italia, il comitato organizzatore ha stabilito, in via eccezionale, di attribuire 2 premi

Il primo, ovviamente alla Memoria, è stato attribuito al generale ucciso dalla mafia nel 1982 mentre aveva da 100 giorni assunto l'incarico di Prefetto di Palermo. A ritirarlo il figlio Nando, al secolo Ferdinando dalla Chiesa, personaggio noto. Professore universitario dai trascorsi in politica, è oggi impegnato nella lotta antimafia anche come presidente onorario di Libera. Carlo Alberto Dalla Chiesa, l'8 settembre 1943, era di stanza quale carabiniere presso una stazione dell'Arma di S. Benedetto del Tronto. Passò subito a dirigere alcuni GAP nella zona marchigiana, risalendo poi le linee con il Corpo Italiano di Liberazione.

Altro emerito legato anch'esso alla Resistenza nelle Marche è il medico di origine ebraica Mosè di Segni. Fuggito dalla persecuzione razziale del fascismo, si rifugiò a Serripola di San Severino Marche con tutta la famiglia. Lì fu coperto dall'intera popolazione locale e, data la sua qualifica militare di tenente, entrò nei gruppi partigiani che agivano attorno al Monte San Vicino. Durante il terribile scontro del 24 marzo 1944 di Valdiola-Chigiano, in uno scontro fra truppe nazifasciste in azione di rastrellamento e il coraggioso "Battaglione Mario", battaglione che noi osimani conosciamo bene avendo raccolto i nostri giovani tra i quali i martiri del ponte Lavagnoli, Stacchiotti, Castellani e Graciotti: il capitano Valerio cadde colpito a morte e il tenente Mosè Di Segni prese le redini dei garibaldini riuscendo nell'impresa di respingere il nemico. Quell'episodio rappresenta il momento più alto del sacrificio di Osimo per la libertà e a Mosè di Segni l'azione che gli valse la Medaglia al Valor Militare. Ritireranno il premio dedicato alla figura paterna, Frida di Segni Russi e uno dei due figli di Mosè ovvero Riccardo oggi Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma. Elio, l'altro figlio che visse con Frida quei momenti, si è trasferito con la famiglia in Israele.

Per la ricerca storica il premio è stato assegnato al capitano della Guardia di Finanza Gerardo Severino. Autore di diversi testi sulla Resistenza delle Fiamme Gialle e sulle deportazioni subite dallo stesso corpo militare, Severino è anche il direttore del Museo Nazionale della Guardia di Finanza, annoverando diverse onorificenze e riconoscimenti anche oltralpe. A lui è dovuta la recente riscoperta della Resistenza della Guardia di Finanza nella terribile battaglia della Bassa Valle del Musone per la liberazione di Ancona e Filottrano. La saggistica è stata assegnata ad Adelmo Cervi per il suo libro "io che conosco il tuo cuore - Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio" scritto in collaborazione con Giovanni Zucca. Adelmo, figlio di Aldo Cervi uno dei più attivi dei sette fratelli martirizzati dai nazifascisti, appartenente alla famiglia icona della Resistenza italiana, gira da anni l'lItalia testimoniando il sacrificio estremo dei propri cari e la forza morale che questo nucleo di contadini ha espresso e rappresentato e che continua a rappresentare. Ad Adelmo l'ANPI è particolarmente riconoscente in quanto sarà con noi il prossimo 19 aprile anche se convalescente da un'operazione recentissima per un infortunio subito.

Il premio per la Difesa dei Diritti Umani è stato assegnato a Giuseppina Maria (detta Giusi) Nicolini, sindaco della straordinaria isola di Lampedusa, meravigliosa non solo per le bellezze naturali che conserva ma anche per i sentimenti di umanità dei suoi cittadini. Inutile descrivere il riconoscimento che l'Italia, e quindi non solo l'ANPI, deve a questa sindaco, amministratrice pubblica degna rappresentante delle Istituzioni nate dalla Resistenza. Un lavoro, quello della sindaco, che non si ferma all'emergenza del momento, alla solidarietà verso coloro che fuggono dalle guerre e dalle miserie del continente africano.

L'impegno ulteriore e gravoso che la Nicolini sostiene nella sua azione amministrativa, è anche quello del richiamo, deciso quanto costante all'Italia, così come all'Europa, all'assunzione di responsabilità rispetto al dramma enorme dell'emigrazione proveniente dall'altra sponda del Mediterraneo. Una lotta, quella del sindaco isolano, che assume i contorni di uno scontro contro l'indifferenza, il pregiudizio e l'emarginazione, per la solidarietà e la fratellanza dei popoli.

In fondo ma non ultimo, nel quadro del dibattito in atto nel Paese sulle riforme istituzionali, l'ANPI , ovviamente schierata senza riserve sul fronte della difesa del dettato costituzionale nato dai suoi sacrifici dei suoi martiri, non può non riconoscere in Gaetano Azzariti, docente, costituzionalista, pubblicista, dirigente dell'Associazione Italiana Costituzionalisti, un valido e deciso oppositore alle false teorie modernistiche di chi, con questa motivazione, propone uno stravolgimento palese dei principi e valori che hanno garantito sin qui democrazia, libertà e sviluppo al nostro Paese.

La serata sarà presentata dalla giornalista Chiara Principi di Radio Arancia Network, una figura quella di Chiara ormai accostata anche ai successi di questo premio. Ricordiamo ancora che la cerimonia di consegna avrà luogo presso il municipio di Osimo, Sala del Consiglio, anziché al teatro La nuova Fenice, a partire dalle ore 17.30. La scelta diversa del luogo rituale, è un tentativo di recuperare il calore, la semplicità del contatto diretto con la platea, fattori questi che resero memorabile l'edizione del 2010 svoltasi nel Salone degli Stemmi di Castelfidardo, edizione quella rimasta nel cuore e nelle menti dei tantissimi presenti.

Ripartire da lì è anche un auspicio a che il Premio possa ridecollare dopo la pausa del 2014, e possa continuare questo suo straordinario viaggio dentro la parte migliore di questo nostro Paese e proporla ad esempio per tutti.

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