Mostra “Arte e Suono, opere interattive e sonore dall’elettronica alla robotica

L’esposizione propone un percorso particolare e innovativo, che si sviluppa attraverso opere sonore e interattive degli artisti Peter Vogel, Ale Guzzetti e Fausto Balbo

Sabato 9 novembre 2019, alle ore 17.30, si terrà alla Rocca Roveresca di Senigallia l’inaugurazione della mostra “Arte e Suono, opere interattive e sonore dall’elettronica alla robotica”, a cura di Monica Bonollo e Simona Zava. L’esposizione propone un percorso particolare e innovativo, che si sviluppa attraverso opere sonore e interattive degli artisti Peter Vogel, Ale Guzzetti e Fausto Balbo. La mostra è promossa dal Comune di Senigallia, in collaborazione con il Polo Museale delle Marche, il Museo Comunale d’Arte Moderna, dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia, Valmore Studio d’Arte e l’Associazione Carlo Emanuele Bugatti Amici del Musinf.

Allestita nelle maestose sale della Rocca Roveresca, la mostra propone una selezione di opere di esemplare importanza di tre artisti che rappresentano tre diverse generazioni: Peter Vogel, Ale Guzzetti e Fausto Balbo.
 Peter Vogel (Friburgo, 1937-2017) è stato uno dei maggiori pionieri dell’arte elettronica e sonora. Dagli anni settanta crea opere d’arte interattive, che reagiscono alla presenza dello spettatore. Movimenti, suoni e luci dialogano con l’osservatore ma anche fra l’osservatore e se stesso. Ale Guzzetti (Tradate, Varese, 1953) è tra i primi artisti italiani dediti all’arte tecnologica e interattiva, cui lavora dal 1983; proprio di quegli anni sono le sue prime sculture sonore, in un continuum di opere sempre più tecnicamente sofisticate, fino ad arrivare alla robotica. Le opere di Ale Guzzetti toccano tematiche importanti, i suoi robot offrono al visitatore oltre al fascino della scoperta, il piacere di incontrare un amico che arriva da un altro universo. Fausto Balbo (Ceva, Cuneo, 1970) coltiva la passione per la trasformazione degli strumenti musicali, crea sculture sonore che riscoprono e mettono in evidenza tutto quello che rimane nascosto negli oggetti della vita quotidiana; opere dove cinetica e cimatica dialogano contaminandosi a vicenda. L’esposizione offre un’innovativa contaminazione tra robotica e arte, avvalendosi di sofisticati e nuovi linguaggi, coinvolgendo il pubblico a diventare parte attiva delle opere stesse.

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