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Teatro: dal 27 al 30 marzo Giorgio Albertazzi è il Mercante di Venezia alle Muse

"Giorgio Albertazzi ha fatto del "Mercante" un perfetto ibrido che sembra ora scritto da Strindberg e ora da Sartre, passando per la lussuria di Baffo e per i giocosi azzardi di Goldoni"

La stagione teatrale prosegue dal 27 al 30 marzo (ore 20.45 e la domenica ore 16.30) al Teatro delle Muse con Giorgio Albertazzi ne “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare con la regia di Giancarlo Marinelli, le scene di Paolo Dore e i costumi di Daniele Gelsi, produzione Ghione.

In scena vedremo: nei panni di Shylock- Giorgio Albertazzi, Porzia- Stefania Masala, Antonio -Sergio Basile, Pretendenti/Doge-Francesco Piscione, Bassano-Francesco Maccarinelli, Jessica- Ivana Lotto, Job-Cristina Chinaglia, Lorenzo- Mario Scerbo, Nerissa-Vanina Marini, Graziano-Diego Macello, I Ancella-Alice Massei, Ii Ancella-Sofia Vigliar.

Dalle note di regia di Giancarlo Marinelli – […] Giorgio Albertazzi ha fatto del “Mercante” un perfetto ibrido che sembra ora scritto da Strindberg e ora da Sartre, passando per la lussuria di Baffo e per i giocosi azzardi di Goldoni. Ha subito capito, fin dai vagiti della luce, che qui l’alba e il mattino, (sommariamente intesi come il primordio della vita e quindi la giovinezza), e il tramonto e la sera, (da considerarsi come tenebra, come male: come Shylock), sono di fatto non distinguibili: è come se i giovani veneziani e il vecchio ebreo siano cerchi nell’acqua creati dallo stesso sasso, riflessi specchianti dello stesso corpo, della stessa vita: Shylock odia Antonio, Bassanio e la loro cricca perché vorrebbe depredare quella giovinezza che non ha più, (di qui l’ossessione per la libbra di carne, che ha, di fatto, lo stesso significato dell’ossessione per l’immortalità di Faust); e Antonio e Bassanio detestano Shylock perché, in qualche modo, in lui scorgono il tramonto, il capolinea, il bicchiere rotto a fine festa che, inesorabilmente, li attende. In questo senso Shylock è Antonio; Shylock è Bassanio; Shylock è Porzia. E’ tutto ciò che sono e tutto ciò che saranno. Per questo Shylock non può essere l’ebreo rachitico, obliquo ed incartapecorito tratteggiato da Celine; anzi, è uno splendido condottiero, un ipnotico sciamano che si muove tra le calli a bordo di una stranissima zattera, (così come aveva immaginato Zanzotto per un film di Fellini).
Shylock, per me, è magnetico, irresistibile, perfettamente padrone di ogni avventura e sventura; tanto da rendersi conto, nel processo finale, che Porzia si è travestita da giureconsulto: è Shylock che decide di chinare il capo, di perdere tutto. Di tornare giovane dentro a Porzia. Sì; Shylock è l’uomo più bello e più giovane che io conosca. E’ Giorgio Albertazzi-.

Biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org  Orari di biglietteria: aperta dal martedì al venerdì dalle 10.30 al 14.30 e dalle 17.30 alle 19.30 e il sabato dalle 17.30 alle 19.30. (domenica – escluso un’ora prima dello spettacolo e lunedì la biglietteria è chiusa) 

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