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Lucia di Lammermoor alla prima della stagione lirica 2016

Lucia di Lammermoor alla prima della stagione lirica 2016

Lirica, Ancona acclama Lucia di Lammermoor: si replica domenica

Venerdì sera si è aperta la stagione lirica dell'"Opera Ancona/Jesi" con il dramma d'amore diretto da Giuseppe Grazioli con la regia di Federico Bertolani e le scene e i costumi di Lucio Diana

La platea applaude. E acclama soprattutto lei: Zuzana Markovà, la "Lucia di Lammermoor" di Gaetano Donizetti, prima opera in cartellone della Stagione Lirica 2016 di Ancona inauguratasi venerdì 23 settembre ore 20.30. Si replica domenica 25 settembre ore 16.00 al Teatro delle Muse. La tragedia, diretta da Giuseppe Grazioli con la regia di Federico Bertolani e le scene e i costumi di Lucio Diana, ha riscosso il successo del pubblico anconetano, che ha riempito il teatro dorico in tutti gli ordini. Nel parterre “de rois” c’era il sindaco Valeria Mancinelli, l’assessore alla cultura Paolo Marasca e l’assessore alla cultura del Comune di Jesi Luca Butini. Posizione privilegiata anche per godere delle musiche dell’orchestra Sinfonica “G. Rossini” diretta dal maestro Giuseppe Grazioli e del Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”. Tutto per una versione integrale di questa “Lucia” perché, così come aveva dichiarato dal direttore d’orchestra Giuseppe Grazioli, è stata proposta la partitura completa. C’è la scena della torre che di solito viene tagliata e non ci sono tutti quei piccoli tagli che vengono fatti alla partitura per esigenze tecniche. Dunque nessuna cesura. Un integrale di cui potrà godere anche il pubblico di domenica. Lucia di Lammermoor è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano, tratto da The Bride of Lammermoor (La sposa di Lammermoor) di Walter Scott. È la più famosa tra le opere serie di Donizetti. Oltre al duetto nel finale della prima parte, al vibrante sestetto Chi mi frena in tal momento? e alla celebre scena della pazzia di Lucia, la struggente cabaletta finale Tu che a Dio spiegasti l'ali è considerata uno dei più bei pezzi d'opera tenorili. I personaggi e interpreti principali sono: Lord Enrico Ashton Giorgio Caoduro, Lucia Zuzana Marková, Sir Edgardo di Ravenswood Francesco Demuro, Raimondo Bidebent Ugo Guagliardo, Lord Arturo Bucklaw Sehoon Moon, Il Normanno Manuel Pierattelli, Alisa Anastasia Pirogova. E’ anche possibile abbonarsi a tutta la Stagione fino alla replica di domenica 25 settembre. Sono attivi anche i biglietti last minute. Biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org www.fondazionemuse.org.

TRAMA. Lucia è matta! Forse, all’inizio dell’opera, ancora vacilla fra ragione e sragione, fra dolci illusioni amorose e orridi fantasmi;  ma, di sicuro, nella sua prima notte di nozze “a lei, infelice!  / della mente la virtude a lei manco!”. Perché Lucia è infelice? Perché dolente? Perché sempre pallida? Certo, piange la madre estinta. Ma s’intravede fra le pieghe della musica donizettiana un disagio più profondo, atavico, soffocante. La ragazza scappa, si nasconde, si ritrae.  Lucia non è capace di vivere nel suo mondo e si aliena. Ed eccolo, dichiarato con violenza, sin dalla prima scena, il mondo da cui la ragazza scappa: è un mondo dominato da una guerra eterna, da una diplomazia che più che tale appare una squallida politica nell’accezione più negativa del termine. Gli uomini fanno la guerra, la politica, agiscono con violenza e perseguono in modo razionale ma sterile il fine del potere. E le donne? Appaiono alle feste accanto ai loro uomini di cui probabilmente hanno sposato i corpi, le anime e gli ideali… Ma ci sono ragazze diverse,  ragazze che, se pur persuasa la mente, seguono il cuore! Da questo mondo Lucia è fuggita verso una sorta di esilio volontario, ritirandosi nelle sue stanze o concedendosi passeggiate notturne nella natura. Il dramma inizia quando in queste passeggiate incontra un uomo simile a lei e se ne innamora. Edgardo, eroe moderno destinato al fallimento per destino e soprattutto incapace di ragionare in base alla logica del suo tempo, la conquista. I due ragazzi si amano, si illudono, giocano… ma la tragedia incombe inesorabile su loro: Edgardo è per famiglia il nemico mortale del fratello di Lucia e a ques’ultimo serve Lucia, sposa di Arturo,  per un obbiettivo politico. A questo punto, privati del loro amore, a Lucia ed Edgardo non resta che l’alienazione totale dal mondo sia essa pazzia o morte. «Con Lucio Diana abbiamo pensato quindi a uno spazio scenico mutevole che raccontasse un mondo in guerra “da sempre” - ha spiegato il regista Federico Bertolani - Lungi da intenzioni naturalistiche, abbiamo cercato una sorta di sala fuori dal tempo segnata dalle ferite della guerra (poco importa se da granate, palle di cannone o bombe)  sulla quale si affaccia quello che resta di un antico scalone che conduce alle stanze della protagonista. Poco spazio resta per il colore, per sontuose feste o per giardini lussureggianti, in un mondo popolato da militari, spie e fanciulle sull’orlo della pazzia».

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