"Vietato partecipare", la vicenda di Fabio Vettorel raccontata da sua madre Jamila

Una cronaca dettagliata e coinvolgente, emblematica della sempre più diffusa ostilità verso chi decide di manifestare per un mondo diverso

Fabio Vettorel

Giovedì 13 Febbraio, ad Ancona, presso la libreria Fogola in corso Mazzini 170, alle ore 18,30, Amnesty International Marche presenta il libro “Vietato partecipare – Amburgo G20. Storia di un processo” insieme all’autrice Jamila Baroni che dialogherà con Arianna Burdo di Amnesty International.

Estate 2017. Fabio, diciotto anni appena compiuti, sale su un aereo con direzione Amburgo. Si appresta a partecipare, assieme ad altre centomila persone provenienti da tutta Europa, alle manifestazioni contro il vertice dei capi di stato dei paesi più industrializzati al mondo, il G20. All’alba del 7 luglio viene arrestato mentre, insieme ad un’amica, cerca di aiutare una ragazza ferita da una carica della polizia. È accusato di far parte di un gruppo di “violenti contestatori”, il cui unico obiettivo è distruggere la città. Nessun reato specifico fonda l’impianto accusatorio, ciò che gli viene imputato è una “compartecipazione morale”. Fin da subito risulta evidente la sproporzione tra le accuse mosse a Fabio e quanto da lui fatto. Il suo viaggio si trasforma in un’odissea: prigioni, ricorsi, aule di tribunale, processi, conflitti istituzionali, minacce di una lunga reclusione alternate a speranze di libertà. Un’odissea non ancora del tutto finita poiché il processo, sospeso a febbraio 2018, dovrà riprendere nei prossimi mesi.

Una cronaca dettagliata e coinvolgente, emblematica della sempre più diffusa ostilità verso chi decide di manifestare per un mondo diverso. Christian Raimo nella prefazione scrive: «La storia di Fabio non è soltanto la sua storia, ma quella di un continente come quello europeo condizionato da un potere autoritario che di fronte alle mobilitazioni, ricorre sempre più spesso a stati di eccezione, a limitazioni delle libertà, a repressioni spesso sanguinarie». Casi di persecuzione giudiziaria con prove solamente indiziarie o del tutto assenti non sono purtroppo rari, né in Germania né in Italia. Di qui l’idea del titolo del libro, Vietato partecipare, che per l’autrice racconta non solo la vicenda di suo figlio, ma l’attualità. “La repressione delle manifestazioni è una pratica che vediamo applicata a tanti contesti del mondo”.

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Questo evento si inserisce all’interno della Campagna Spazi di libertà di Amnesty International che ha l’intento di contrastare il processo, in atto in Italia e nel mondo, di erosione delle libertà civili e politiche acquisite.

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