Lunedì, 14 Giugno 2021
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"La forza dell'amore", proseguono le manifestazioni sul Medioevo organizzate di UniTre Osimo e Collegio Campana

Venerdì, 14 novembre, secondo incontro sul tema Medioevo, organizzato dall'UniTre di Osimo in collaborazione con l'Istituto di Cultura Permanente Campana

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Venerdì, 14 novembre, secondo incontro sul tema Medioevo, organizzato dall'UniTre di Osimo in collaborazione con l'Istituto di Cultura Permanente Campana. La sede, il Teatrino del Campana, l'argomento "La forza dell'amore", conduttrice la Prof.ssa Lucia Mazzieri, coadiuvata dagli attori del Corso di Teatro tenuto da Maria Grazia Tittarelli. Dopo il saluto della Presidente Antonietta Mattioli, è iniziato lo spettacolo che ha risposto perfettamente alla concezione oraziana del fare teatro espresso nell'endiadi "Delectare quam docere", tradotto liberamente in "Divertire insegnando". Infatti, si è trattato di una vera e propria dissertazione sull'Amore del Medioevo, esposto al pubblico in forma dialogata tra Lucia Mazzieri e Giuseppe Giordano che dissentiva dalle asserzioni della conduttrice con sagacia e ironia, rendendo il contenuto piacevole e facilmente fruibile. L'Amore è dunque stato il trait d'union nella presentazione del concetto della Donna, esaminato attraverso alcune opere di autori italiani del periodo che va dal secolo XI al XIV. Considerata " 'na rosa e maggio" nel brano di Totò cantato da Giuseppe Giordano, la Donna è considerata una signora assoluta nell'anno mille nel sud della Francia da Bernart deVentadorn per poi diventare un elemento di mediazione tra Dio e il poeta nel Dolce Stil Novo e fonte di gentilezza e virtù secondo Guinizelli. Non poteva mancare la storia d'amore tra Paolo e Francesca nel canto V dell'Inferno di Dante che Franco Mancini ha declamato a memoria, emulando Roberto Benigni La recitazione del sonetto "Solo e pensoso i più deserti campi" da parte di Ivana Lorenzini è servita alla conduttrice per presentare la poetica del Petrarca che considera l'Amore una contraddizione tra l'anima e il corpo, tra il senso di colpa e il desiderio di redenzione. Attraverso le attestazioni della Mazzieri e i giudizi del Giordano si è passati al Naturalismo del Boccaccio secondo cui l'Amore è istinto che dà felicità solo con l'appagamento fisico. Ne è una riprova la rappresentazione "La Badessa e le brache " liberamente tratta da una novella del Decamerone, e adattata alle scene da Lucia Mazzieri. L'azione si svolge in un convento dove Aginulfo, al secolo Franco Mengascini, s'innamora della suora Isabella:Tiziana Camilletti, ma le sue consorelle:Beatrice Ballarini, Sonia Giuliodori e Rossana Giorgetti , svelano la tresca amorosa alla Badessa:Antonietta Mattioli che accorre per redarguire la svergognata Isabella ma questa, accorgendosi che la Madre Superiora ha in testa le brache del prete, controbatte furbescamente per cui la Badessa si vede costretta ad ammettere che é difficile difendersi dalle forze della natura, persino in convento. Regista Maria Grazia Tittarelli, scenografo Aurelio Lanari, addetta alle luci Martina Mariotti. Appropriati i costumi, calorosi gli applausi.

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